“Sua Eccellenza”. Turris: ieri, oggi e domani

Secondo appuntamento della rubrica Sua Eccellenza targata Campaniagol.it, sotto la lente di ingrandimento questa volta ci sarà la Turris, che proprio nella giornata di ieri ha celebrato i 70 anni dalla fondazione. La squadra di Torre del Greco per circa un trentennio ha solcato i campionati professionistici bazzicando tra Serie C1 e Serie C2, ma che adesso partecipa al campionato di Eccellenza, nel girone A.

LA FONDAZIONE. Dalla passione di un gruppo di ragazzi nasce a Torre del Greco la Turris. Era il 10 settembre del 1944, i ragazzi in questione erano Franco Coscia, Raffaele Carbone, Aniello Mazza (arbitro e creatore della sezione AIA nella città del corallo) ed infine Amerigo Liguori (a cui verrà poi dedicato lo stadio dei corallini), che si incontrano nella Villa Comunale e danno vita al nuovo progetto calcistico, dopo la scomparsa della U.S. Torrese durante la seconda guerra mondiale. Il primo campionato a cui partecipa la neonata società è quello di prima divisione e gioca la prima gara ufficiale, nel dicembre del 1945, contro la Sangiorgese. La gara finirà in parità, ma la prima vittoria è dietro l’angolo e arriva nel derby contro la Juve Stabia, per 2-1 in casa dei gialloblù. A fine campionato la Turris finirà second accedendo alle fasi finali, ma riuscendo solo a sfiorare la promozione. I corallini non riusciranno a fare di meglio nell’anno successivo, finendo terzi nel ‚Äò46/’47, poi un quinto posto nella stagione successiva.

GLI ANNI 50 E LA CRISI. Negli anni ’50 la storia della Turris subisce dei cambiamenti, in primis arriva il nuovo stadio che sarà intitolato al presidente Amerigo Liguori (attuale nome dell’impianto di Torre del Greco) che morirà nel 1951 a causa di un infarto. Intanto la squadra partecipa al campionato di Promozione e riesce a conquistare la Quarta Serie, dove riesce a confermarsi per due anni consecutivi, ma nel terzo campionato, la squadra retrocede in Promozione. Il club è in crisi economica, ma ben presto si risolleva grazia anche a Renato Auciello, assistito dai contributi economici da parte del comune e da parte di torresi emigrati negli Stati Uniti d’America.

LA RINASCITA NEGLI ANNI 60 E GLI ANNI 70. Dopo il periodo di crisi, il nuovo corso della Turris ci impiega due anni per risalire di categoria. Il primo anno si stabilizza, poi nella stagione successiva quella del 1960/61 vince il proprio girone di Prima Categoria, ma perde gli spareggi con Atripalda. Gli anni successivi non saranno proprio positivi per i corallini. Vero la squadra colleziona quattro secondi posti di fila, un terzo posto e una vittoria della Prima Categoria, ma anche questa volta viene sconfitta agli spareggi. L’anno della svolta è quello della stagione 1966/67, quando la squadra finisce seconda in classifica, ma viene ripesacata in Serie D per ampliamento della categoria. Nel campionato di Serie D ci resta quattro anni, per tutto questo tempo i corallini maturano, crescono, diventno più maturi e forti. L’apice della maturazione sportiva della società è nel 1970/71, quando la squadra conquista la Serie C, vincendo il Girone G di Serie D.

IL TRENTENNIO PROFESSIONISTICO. La Turris resta in Serie C (facendo spola tra C1 e C2) per circa trent’anni, ossia dalla stagione 1971/72 alla stagione 2000/2001. Dopo un anno la squadra sfiora la promozione in Serie B, arrivando terza in classifica, mentre le stagioni successive non sono proprio esaltanti. I corallini però parteciperanno al primo campionato di Serie C1 che si andava costituire nella stagione 1978/79. In C1 il club ci resta soltato un anno, retrocedendo poi in Serie C2, sua casa per circa tredici anni. Nel 1994 torna in Serie C1 grazie al ripescaggio, ma retrocede subito in C2 perdendo il play-out contro il Casarano. Ma ancora una volta il ripescaggio torna in aiuto dei torresi, che però ripetono la stagione retrocendendo ancora dopo una sconfitta ai play-out, questa volta contro il Trapani. Ma adesso niente ripescaggi, la Turris dovrà ripartire dalla C2, detto fatto, ancora promossa e boom l’anno successivo, nel 1997/98 ancora retrocessa attraverso i play-out. In Serie C2 i corallini riescono a disputare solo un campionato di vertice, ma poi dopo due anni retrocede in Serie D.

LA NUOVA CRISI: SERIE D ‚Äì ECCELLENZA. La squadra che retrocede in Serie D non è quella che tutti i tifosi corallini si aspettavano di vedere, infatti arriva una nuova retrocessione, quella in Eccellenza. L’anno successivo ancora peggio, la Turris retrocede in Promozione e la società, coordinata da Domenico Pesce, fallisce. Grazie allo sforzo di alcuni imprenditori dei Torre del Greco, si riesce a salvare il calcio in città, acquistando il titolo del Gaudium Qualiano, che cambierà denominazione in Gaudium Torrese. Tutto questo dura solo una stagione, poichè la dirigenza rileverà il titolo dell’Ercolanese dando nuova vita alla Turris. La neonata squadra corallina partecipa al campionato di Serie D, dove resterà per undici stagioni. Ma questi sono anni tranquilli per i corallini: un paio di salvezze, unastagione in chiaroscuro e un ottavo posto in campionato. Tutto questo fino alla stagione 2008/09, quando il club viene acquistato da Rosario Gaglione, che nel primo anno sfiora i playoff finendo dietro l’Ischia per un punto (assegnato agl isolani su decisione della FIGC che restituisce un punto di penalità sottratto ai gialloblù). L’era Gaglione a Torre del Greco durerà fino alla stagione 2011/12, quando il patron dei corallini decide di trasferire il titolo a Nola; mentre nella città del corallo arriva Mario Moxedano con il titolo della Neapolis Mugnano, che assume la demonazione di Torre Neapolis. La prima stagione è subito una grande Turris, conquista un secondo posto in campionato e mette i bacheca la Coppa Italia di Serie D, dopo la vittoria sul Delta Porto Tolle al Renato Curi di Perugia per 3-1. La stagione successiva, quella del 2013/14 la società partecipa ancora al campionato di Serie D, nel girone H, ossia quello con le squadre pugliesi. Le premesse sono le solite, ovvero quello di disputare un campionato di vertice. Ma a fine campionato, dopo un terzo posto conquistato e la conseguente eliminazione dai playoff, Moxedano decide di ritornare nella sua Mugnano, portandosi con se il titolo sportivo della Neapolis. Con la nuova stagione alle porte, Torre del Greco dopo anni rischia di non avere più una squadra di calcio. Ecco che però arrivano le tante trattative per dare alla città una squadra, ci provano gli Acampora, si parla di un ritorno di Gaglione, ma alla fine è Giuseppe Giugliano a riportere il calcio al Liguori. L’imprenditore cerca di rilevare un titolo di Serie D, gettonati quello della Mariano Keller e della Puteolana Internapoli 1902, ma a causa dei limiti di tempo che non sono proprio favorevoli, si opta per un titolo di Eccellenza, acquistando quello del Miano ed iscrivendo il club al medesimo campionato.

 

Adesso la Turris si appresta a partecipare a campionato di Eccellenza 2014/2015, la squadra messa su dal direttore sportivo Francesco Vitaglione è forte, il girone è impegnativo ma la squadra ha tutte le carte in regola per regalare emozioni ai propri sostenitori.

Gianfranco Collaro

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