VIDEO | Terza Categoria Avellino, l’arbitro va al “VAR”: cosa è successo tra San Leucio Pantaleone e Manocalzati

Manocalzati punito con la sconfitta a tavolino contro il San Leucio, più un punto di penalizzazione e un’ammenda di 100 euro. Così ha sentenziato il Giudice Sportivo in relazione agli accadimenti avvenuti nel campionato provinciale di Terza Categoria di Avellino tra San Leucio Pantaleone e Manocalzati. La decisione, però, non va giù agli ospiti, che a fine gara beneficiavano di un calcio di rigore, ma poi un clamoroso quanto strano consulto “VAR” con un dirigente dell’AIA ha portato alla sospensione del match, causato da un mancato rientro “per doccia” si legge, da parte del club biancoverde, che non ha consentito il prosieguo della gara.

Attraverso un video pubblicato sulla propria pagina Facebook, il Manocalzati ha pubblicato la telefonata tra il direttore di gara e il membro dell’AIA:

 

IL MANOCALZATI SI VEDE RIGETTARE ANCHE IL RECLAMO PRESTATO AL GIUDICE SPORTIVO TERRITORIALE:

RECLAMO A.C. MANOCALZATI
GARA: S. LEUCIO E S. PANTALEONE – MANOCALZATI DEL 10.03.2024

Il GST, sciogliendo la riserva di cui al C.U. n 43 del 14.03.2024 pag.1147, letto il reclamo ritualmente preannunciato e proposto dalla soc. Manocalzati avverso la regolarità della gara in epigrafe, visti gli atti ufficiali di gara, letto il supplemento di rapporto richiesto al DDG, rileva che esso è infondato e, pertanto, meritevole di rigetto.

La società reclamante ritiene che il DDG, al 48° del 2 tempo, dopo aver fischiato un calcio d’angolo in proprio favore e subito dopo aver decretato la concessione anche di un calcio di rigore, era stato costretto a cambiare la sua decisione perché impaurito dalle vibranti proteste e minacce dei tesserati della società ospitante. Egli, affermano, dopo aver sospeso momentaneamente la gara per 2 volte ed essere rientrato per 2 volte in campo senza che si fossero ristabilite le condizioni per proseguire l’incontro, chiedeva telefonicamente consigli ai propri dirigenti AIA su come gestire la vicenda venutasi a creare.

Dopo circa 20 minuti dalla seconda sospensione, cambiando nuovamente la versione dei fatti, l’arbitro uscendo dal proprio spogliatoio, invitava le squadre a riprendere la gara, ma veniva avvertito dai dirigenti del Manocalzati che molti propri calciatori si erano recati nello spogliatoio a farsi la doccia ritenendo ormai definitivamente sospeso l’incontro.

Orbene, dalla lettura del referto arbitrale e dal supplemento richiesto, si evince che il DDG, dopo le accese proteste dei tesserati della società ospitante che ritenevano che il calcio di rigore fosse stato decretato per un fallo avvenuto a gioco fermo, cambiava la sua decisione non avendo certezza che la concessione del calcio di rigore fosse avvenuta prima o dopo aver battuto il calcio d’angolo, suscitando di contro le animate proteste dei tesserati della soc. Manocalzati.

Visto il clima di  tensione che si era venuto a creare a seguito delle sue decisioni, l’arbitro si vedeva costretto a sospendere temporaneamente la gara e rientrava negli spogliatoi. Dopo alcuni minuti, uscito dagli spogliatoi con l’intento di riprendere la gara, verificava che non ne sussistevano ancora le condizioni e quindi decideva di attendere ulteriormente alcuni minuti.

Uscito per la seconda volta dagli spogliatoi, il DDG nella speranza che si fossero ristabilite le condizioni di tranquillità per riprendere la gara, apprendeva, dai dirigenti presenti, dell’assenza di molti calciatori del Manocalzati che si erano recati nello spogliatoio a farsi la doccia.

Tutto ciò premesso, le considerazioni sui fatti accaduti evidenziate dalla reclamante, non possono in alcun modo sminuire né tantomeno possono essere giudicate idonee a smentire il referto arbitrale ed il successivo supplemento, dal quale risulta in modo inequivocabile che il DDG non solo non ha mai dichiarato sospesa definitivamente la gara, ma anche di non essere stato aggredito verbalmente o fisicamente da nessun calciatore o dirigente di entrambe le squadre.

Al riguardo deve ribadirsi il principio, da sempre valido nell’ordinamento sportivo, della prevalenza assoluta degli atti ufficiali di gara, che configurano fonte privilegiata di prova sulle asserzioni e assunti di parte.

P.Q.M.

DELIBERA

di respingere il reclamo presentato dalla soc. Manocalzati e di addebitare la relativa tassa sul conto della società reclamante.