“Chi ama non dimentica”. Il mister dei record: il Vodz Jaconi

√à colui che detiene il record di promozioni nel calcio italiano. √à colui che alle qualità tecniche ha aggiunto quelle psicologiche e motivazionali, ma soprattutto l’umiltà e l’educazione. √à colui che ha regalato la storia a molte realtà calcistiche minori. √à lui: Osvaldo Jaconi ribattezzato Vodz dai tifosi del Livorno.

LA VITA DA CALCIATORE ‚Äì Osvaldo Jaconi entra a far parte della grande famiglia del calcio all’inizio degli anni Sessanta nella squadra del Seregno. Ci resta solo una stagione e viene chiamato in causa dieci volte. Nel 1964 si trasferisce al Lecco, nel quale resta per dieci lunghissimi anni. Raggiunge e supera le cento presenze e segna 21 gol. Lasciata la società lombarda milita rispettivamente nel Teramo, nel Riccione e nella Civitanovese, che diventa uno dei suoi più grandi amori.

DA CALCIATORE AD ALLENATORE ‚Äì Dopo il ritiro, nel 1981, inizia subito ad allenare, nel 1982. Inizia dove aveva finito, nella Civitanovese. L√¨ resta per due stagioni. Proprio l√¨ arriva la prima delle tante promozioni. Il club rossoblù conclude la stagione al 2¬∞ posto facendo il salto di categoria dalla C2 alla C1. Nella seconda il posizionamento non è dei migliori, solo il 15¬∞ posto. La sua carriera prosegue nella Serie C1 passando per Catania, Rimini, Lecco ed altre società sempre della terza categoria professionistica. Nel 1993 arriva sulla panchina della Castel di Sangro, militante in C2, dove si rende protagonista di due promozioni: la prima dalla C2 alla C1 nella stagione 1994/1995 e la seconda dalla C1 alla B nella stagione 1995/1996. L’anno successivo riesce a fare salvare la sua squadra.

IL BIENNO TORRESE E LA PROMOZIONE IN SERIE B ‚Äì La sua esperienza abruzzese si conclude nel 1998 e da l√¨ si trasferisce in Campania, per la precisione a Torre Annunziata per allenare il Savoia dell’allora presidente Mario Moxedano. Correva la 77¬∞ stagione sportiva dei biancoscudati e Osvaldo Jaconi aveva a disposizione nella sua rosa gente come Giulio Migliaccio e Simone Tiribocchi. In terra campana e nello stadio del Dio del calcio, o Stadio San paolo di Napoli, riesce in un’impresa. Il girone dei biancoscudati pullula di campane, Avellino, Battipagliese, Juve Stabia, Nocerina. Con 13 vittorie, 10 pareggi e 11 sconfitte riesce a posizionarsi al 5¬∞ posto e a qualificarsi per i playoff. Per un posto in serie cadetta il Savoia deve fare i conti con il Palermo e la rivale Juve Stabia. Riesce a vincere sia all’andata che al ritorno con i rosanero, segnando solo due gol ma non subendone. Nella finale le vespe si vanno a scontrare con gli oplontini nello stadio Partenio di Avellino. Con un 2 a 0 la squadra di Jaconi vince e viene promossa. Nella stagione successiva, dopo un grande avvio nel quale riesce a vincere con l’Empoli, con il Treviso e pareggiare con il Brescia e con il Cosenza, tra le altre, le prestazioni iniziano a deludere, i punti a scarseggiare fino a finire la stagione con 29 punti e sei vittorie. Si posiziona in 19¬∞ posizione. La retrocessione è inevitabile. Il Vodz conclude cos√¨ la sua avventura in biancoscudato.

NASCE IL VODZ. IL LIVORNO TORNA IN CEDETTERIA ‚Äì Arriva in amaranto nella prima estate del nuovo millennio. Entra sin da subito nel cuore dei tifosi amaranto. Con lui la squadra, nel quale militava un certo Igor Protti, si compatta e questo migliorano il morale e le prestazioni. Nella prima stagione, in C1, riesce a qualificarsi per i playoff, perdendo nella finale contro il Como con Protti capocannoniere del girone A, infortunato. Nonostante la sconfitta, la tifoseria si stringe attorno al suo allenatore soprannominandolo Vodz e blindandolo. Spinelli non poteva esonerarlo. Nella seconda stagione in amaranto migliora le sue prestazioni ed anche la sua posizione. Vince il campionato, Protti torna per la seconda volta consecutiva capocannoniere della competizione e il Livorno torna in Serie B. Con lui i Labronici registrano vittorie di spessore come quella con l’Arezzo, il Pisa, Spal, Carrarese, ecc. Il 5 maggio del 2002, lo stesso giorno in cui l’Unione festeggia la promozione Jaconi va via per iniziare una nuova avventura.

IL PRIMO AMORE NON SI SCORDA MAI ‚Äì Nel 2002 siede sulla panchina del Catania, sulla quale però resta per un breve periodo e non conclude la stagione. Nella stagione successiva arriva alla Lucchese nella quale resta per una sola stagione concludendo il campionato al 12¬∞ posto. La sua carriera prosegue in Serie C, tra la prima e la seconda categoria. Nel 2005 si trasferisce all’Ivrea. Ci resta per due stagione nella quali riesce a raggiungere la qualificazione ai playoff e la promozione dalla C2 alla C1. Nel 2007 c’è l’ennesima parentesi, quella nell’Andria, ma a fine stagione si dimette. Nel 2008 a sorpresa torna dove tutto era iniziato: alla Civitanovese. La squadra milita in Eccellenza, ma questo non lo ferma. I rossoblù riescono a posizionarsi al 2¬∞ posto e arriva la promozione in Serie D, grazie però al ripescaggio. Nella prima categoria dilettantistica si qualifica al 5¬∞ posto. Nelle due stagioni successive allena il Bassano, in Serie C1. Al termine della seconda stagione viene esonerato. √à la volta del Montegranaro, Eccellenza, una sola stagione ed ancora un buon posizionamento. Il club infatti arriva 3¬∞. Torna ancora una volta nella Civitanovese restandoci una sola stagione prima dell’esonero. Corre l’anno 2013.

LA STAGIONE CORRENTE ‚Äì Nell’estate del 2014 si accasa nella neonata Fermana Football Club. La società, che nel 2013 rischiava di sparire a causa di problemi finanziari, riescono a risolvere la situazione vendendola. La categoria è la serie D. La squadra viene inserita nel girone F, dove con 42 punti riesce a concludere la stagione in tranquillità al 10¬∞ posto. Le statistiche registrano 11 vittorie, 9 pareggi e 14 sconfitte.

Cristina Mariano

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