Gli immortali del calcio. Majella, l’homme prodige da tre cifre

La crisalide è l’immagine della vecchiaia. Vegeta, è secca, è intorpidita ma vivrà. Ed è proprio in questo sonno e in questa immobilità passeggera che si formano le ali che porteranno all’immortalità.
(Sophie Swetchine)

Da Seneca a Goethe, da Schopenhauer a Platone, passando per Freud e Nietzsche. Filosofi, scrittori, teologi si sono cimentati a vario titolo nel tema dell’immortalità, senza mai trovare una reale risposta. Probabilmente la verità è che ogni concezione di immortalità è relativa al vissuto di ognuno. Ogni persona è nel suo piccolo immortale e al tempo stesso mortale per qualcuno o per se stesso. Ma senza protrarci in uno spirituale studio dell’immortalità proviamo a portare quest’ultima nella quotidianità , in questo caso nello sport. Utilizziamo il concetto di immortalità come iperbole per approfondire e raccontare alcuni esempi di calciatori ancora attivi, nonostante abbiamo superato i 30 anni, in alcuni casi anche i 40.

Rosario Majella, un bomber che non passa mai di moda. Classe ’79 e due anni in meno di Dino Fava (LEGGI QUI) sembra essere un predestinato. Proveniente da una famiglia conosciuta, ma soprattutto che nel mondo del calcio non è indifferente, Majella è tutt’oggi un pezzo pregiato per chi ha bisogno di un giocatore cinico e con un grande fiuto per il gol.

Oltre 500 le presenze in campo e superate le 300 marcature è ad oggi il salvatore della Sibilla Flegrea. Arrivato nel mercato di dicembre è andato subito a segno con una continuità impressionante per la sua età. (LEGGI QUI)

Una carriera costruita per lo più in Serie D con esperienze anche in Eccellenza e Promozione, negli ultimi anni, e in Serie C2. ha vestito maglie importanti come quella del Campobasso, Avellino, Matera, Casertana, tra le altre. Una carriera ricca, nella quale ha saputo conquistare i cuori dei tifosi, ma soprattutto far sognare piazze intere. Fu proprio l’anno in cui il Nardò sperava in un grande ritorno nei professionisti che si è affidato ai suoi gol, ma non riuscendo a tenerselo a causa di ambizioni diverse, I suoi numeri, ma soprattutto le sue segnature lo hanno reso un oggetto del desiderio per squadre pronte a vincere il campionato.

A Campobasso ci ha lasciato il cuore. Non lo nasconde il bomber napoletano. A dimostrarlo il biennio in Serie D e poi il ritorno ai tempi della C2. Stagioni intense, nelle quali ha contribuito a suo di gol. Ma poi l’Aversa Normanna, il Pianura, e prima il Mondragone, il Savoia, l’Isernia, l’Altamura, Latina.

A Nocera si ricorda per aver contribuito alla conquista della Serie D per poi salutare la piazza rossonera. Non meno importante la vittoria del campionato di Eccellenza con la Turris, concludendo la stagione da capocannoniere. Come detto nell’attuale stagione ha giocato con la Sibilla, dove, però, ha dovuto interrompere il suo score a causa dell’emergenza Coronavirus.