Matteo Cusanno a Sport Campania: “Agropoli sarà sempre casa mia”

Difensore francese classe 1999, Matteo Cusanno è stato uno dei protagonisti delle ultime due stagioni dell’Agropoli. Centrale difensivo dalle ottime qualità di impostazione, forte nella marcatura e fisicamente strutturato nei contrasti e nel gioco aereo, il difensore transalpino ha saputo conquistare sul campo e fuori il cuore della piazza cilentana.

Nel corso della sua carriera ha vestito, tra le altre, le maglie di Vasto, Città di Castello, Manfredonia e Formia, oltre ad aver maturato esperienze in Francia, Svizzera e Polonia. Ad Agropoli, però, Cusanno sembra aver trovato qualcosa di speciale: un ambiente che lo ha accolto come uno di famiglia e con cui ha stretto un legame profondo.

Ai microfoni di Sport Campania, il centrale francese ha ripercorso la stagione appena conclusa, parlando del futuro e del suo rapporto con la città.

Matteo, quanto rammarico c’è ancora per quella finale playoff persa contro il Città di Pontecagnano? A mente fredda, qual è secondo te l’aspetto che ha fatto la differenza in quella sfida così importante?

“Per quanto riguarda la finale playoff, sicuramente il risultato finale ci lascia tanto rammarico e amarezza. Secondo me ci sono stati diversi fattori che hanno cambiato la partita. In primis l’arbitraggio, che a mio avviso ha inciso molto sull’andamento della gara. Fin dai primi minuti ci sono state decisioni discutibili, tra ammonizioni, un rigore non concesso, l’espulsione e anche un gol annullato nel finale. L’espulsione, in particolare, credo sia stata determinante perché nei primi venti minuti eravamo partiti molto bene sia sul piano del gioco che dell’intensità.”

“Ha inciso anche l’aspetto fisico: siamo arrivati alla finale meno freschi e con qualche problema fisico, probabilmente a causa dei 120 minuti giocati in semifinale, che sono stati davvero estenuanti. Nonostante questo, la squadra ha dato tutto quello che aveva. Va però dato anche grande merito agli avversari: il Pontecagnano è una squadra forte, con giocatori di qualità. Li abbiamo affrontati tre volte e ci hanno sempre creato difficoltà. Hanno disputato un grande campionato e una finale di assoluto livello.”

Sei stato l’unico calciatore confermato dopo la salvezza della scorsa stagione, poi cancellata dalla retrocessione d’ufficio. Come hai vissuto quest’annata particolare?

“È vero, sono stato l’unico rimasto dalla stagione precedente e da quella salvezza eroica conquistata sul campo. Come ho detto spesso, restare ad Agropoli per me significava dare continuità a quanto fatto l’anno prima, con l’obiettivo chiaro di riportare il club dove lo avevamo lasciato, cioè in Eccellenza.”

“È stata una scelta di cuore, anche importante, perché sono sceso in una categoria che non avevo mai affrontato prima e che quindi non conoscevo. Nonostante tutto, considero questa stagione positiva sia a livello personale che collettivo. Spesso ci si dimentica delle tante difficoltà affrontate: una rosa costruita negli ultimi giorni di mercato, i punti di penalizzazione, gli infortuni. Arrivare fino alla finale playoff credo sia motivo di orgoglio sia per noi giocatori che per la società. Se dovessi rifare questa scelta, la rifarei altre mille volte.”

In queste due stagioni hai creato un legame molto forte con l’ambiente. Quanto ti senti ormai a casa ad Agropoli? Raccontaci il tuo rapporto con i compagni di squadra, con la società e soprattutto con la tifoseria e la gente della città.

“Questi due anni ad Agropoli sono stati i più belli da quando sono arrivato in Italia. Ho legato tantissimo con la gente e con tutto l’ambiente, soprattutto grazie all’affetto che la piazza e gli agropolesi mi hanno trasmesso. Fin dal primo giorno mi hanno fatto sentire come un figlio e non potrò mai ringraziarli abbastanza per questo. Sarò eternamente grato a questa città.”

“Un ringraziamento speciale va anche alla società, dal primo all’ultimo componente. Durante tutta la stagione hanno dimostrato di essere di categoria superiore, facendoci sentire dei veri professionisti sia per la programmazione che per gli investimenti fatti.”

“Infine voglio ringraziare i miei compagni di squadra e tutti gli staff con cui ho lavorato in questi due anni. Ho conosciuto ragazzi meravigliosi che oggi considero amici. Senza di loro non sarei riuscito a fare quello che ho fatto. Una cosa è certa: Agropoli avrà sempre un posto speciale nel mio cuore. Qui mi sentirò sempre a casa e, se avranno bisogno di me, risponderò sempre presente.”

Guardando al futuro, l’Agropoli avrà una priorità nelle tue scelte di mercato? E personalmente, quanto senti di essere maturato dopo queste due stagioni vissute in maglia biancazzurra?

“Parlare del futuro è sempre delicato perché nel calcio non si sa mai cosa può succedere. Però una cosa è certa: nelle mie decisioni Agropoli avrà sempre la priorità. Anche se le nostre strade dovessero separarsi, porterò sempre questa squadra e questa città nel mio cuore.”

“A livello personale questi due anni mi hanno fatto crescere tantissimo, sia come calciatore che come uomo. Non sono più la stessa persona che è arrivata qui due anni fa e per me questo è molto importante, perché il calcio non è soltanto risultati e prestazioni, ma anche crescita umana.”