Gli immortali del calcio. Dino Fava, l’emblema della vittoria e il trittico di coppe in cielo

La crisalide è l’immagine della vecchiaia. Vegeta, è secca, è intorpidita ma vivrà. Ed è proprio in questo sonno e in questa immobilità passeggera che si formano le ali che porteranno all’immortalità.
(Sophie Swetchine)

Da Seneca a Goethe, da Schopenhauer a Platone, passando per Freud e Nietzsche. Filosofi, scrittori, teologi si sono cimentati a vario titolo nel tema dell’immortalità, senza mai trovare una reale risposta. Probabilmente la verità è che ogni concezione di immortalità è relativa al vissuto di ognuno. Ogni persona è nel suo piccolo immortale e al tempo stesso mortale per qualcuno o per se stesso. Ma senza protrarci in uno spirituale studio dell’immortalità proviamo a portare quest’ultima nella quotidianità , in questo caso nello sport. Utilizziamo il concetto di immortalità come iperbole per approfondire e raccontare alcuni esempi di calciatori ancora attivi, nonostante abbiamo superato i 30 anni, in alcuni casi anche i 40.

L'immagine può contenere: una o più persone, folla e spazio all'apertoDino Fava Passaro, attaccante classe di ferro 1977, prima punta dominante dal punto di vista del gioco e del pugno duro nello spogliatoio. Da diversi anni si è ritirato, non certamente a vita privata, ma nel calcio dilettantistico dove fa ancora sognare gli addetti ai lavori e i tifosi. Attualmente militante nell’Afragolese di Giovanni Masecchia, da qualche anno a questa parte è diventato sinonimo di vincita, come fosse un talismano.

A conti fatti non si può certamente dire il contrario. Manca dal professionismo dal 2013, quando ha firmato il primo contratto per una squadra militante in Serie D, il Terracina, ma nonostante siano passati sette anni, la sua impostazione mentale e la professionalità sono intatte. Fisico asciutto, sempre nel vivo dell’azione, 8 gol in campionato, altrettanti in Coppa Italia Dilettanti.

Quattro finali conquistate, tre portate a casa, tutte corredate dalla vittoria del campionato. Certamente un buon indizio, pronostico per i tifosi che a questo punto sperano che la striscia positiva continui.

L’eterno, l’Hightlinder, il campione. Dino Fava Passaro è forse isolato da ogni tipo di invidia, di maldicenza o semplicemente critiche. Il classe ’77, infatti, è il simbolo del calcio che non muore mai, dell’immortalità, di quei calciatori che nonostante l’età riescono a dare il loro contributo senza fatica, come fosse la cosa più semplice del mondo.

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