Afragolese. Tommaso Manzo l’inarrestabile: “Non mi pongo traguardi. Obiettivo? Play-off”

Con il gol di ieri che ha maturato la 14esima vittoria dell’Afragolese ai danni del Mondragone, Tommaso Manzo taglia il traguardo delle 350 marcature stagionali. Un record sicuramente di grande importanza per lui, quando per la stessa Afragolese e per il traguardo da raggiungere.

Come per lo scorso anno, il 37enne attaccante rossoblu trascina la sua squadra in un campionato già deciso, salvo clamorosi risvolti, dal Savoia in vantaggio di ben 12 punti sulla seconda, portando con sè lo scettro di capocannoniere dell’Afragolese.

La nostra redazione ha contattato telefonicamente l’attaccante commentando con lui il suo record: “A che numero voglio arriva? Sinceramente non mi sono mai posto il problema o un traguardo. Com’è stato per questi, sarà per quelli che seguiranno. Non mi pongo limiti, ma neanche un obiettivo. Prendo quello che mi arriva senza crearmi il problema”.

Per quanto riguarda invece l’obiettivo stagione del calciatore. Lo scorso anno, in occasione di un’intervista in cui si racconta e sulla persona e sul calciatore, Manzo voleva replicare quanto fatto dal padre, conquistare il campionato con il Portici. Quest’anno invece: “Pensare al campionare sarebbe pensare all’assurdo. Il Savoia è avanti di molti punti e il nostro obiettivo sono i play-off. Abbiamo questa strada secondaria per arrivare in Serie D e sicuramente faremo il possibile per raggiungere questo obiettivo e il campionato Interregionale”.

Una lunga conoscenza con Pasquale Borrelli, guidato da lui quando vestiva la maglia del Portici, quest’anno all’Afragolese, ma anche un passato comunque da compagni di squadra. Chi meglio di lui, quindi, può cogliere la differenza con l’attuale tecnico dei rossoblu Maurizio Coppola: “Credo che la differenza sia più caratteriale che tattico. Coppola è più tranquillo più pacato, durante la settimana cerca di dare il massimo e a motivare, mentre Borrelli è più elettrico, vive la settimana in maniera diversa mantenendo tutti sulla corda. A livello tattico, adesso la prerogativa è quella di privilegiare il collettivo piuttosto che il singolo. Diciamo che comunque lui, Coppola, eredita il 4-3-3 perchè questa squadra è stata costruita sul 4-3-3, si è adattato al modulo, cosa che solitamente non avviene. Ha provato ogni tanto a fare il 3-5-2., ottenendo anche risultati positivi, ma alla lunga si vedeva che la squadra soffriva e rischiava di più. Però ripeto, credo che la principale differenza sia caratteriale”.

Dal Portici la maggior parte della squadra, in particolare il parco attaccanti, con l’apporto di Antonio Del Sorbo a completare. Viene quindi spontanea la domanda. Come mai l’assetto offensivo non ha funzionato come con il Portici? Ecco la spiegazione: “Rispetto allo scorso anno, che giocavamo su due fronti quindi avevamo la coperta più lunga, eravamo sei, poi Scielzo è andato via quindi siamo rimasti in cinque. La differenza sta qui, perchè quest’anno abbiamo dovuto stringere i denti e giocare due partite a settimana. Invece l’anno scorso ci davamo il cambio essendoci più attaccanti”.

Prossimo turno con il Savoia: “Sarei bugiardo a dire che non cercheremo di fare il possibile per portare a casa l’intera posta in palio. Già da domani cominceremo a lavorare per cercare di portarci a casa la vittoria. Sarebbe una soddisfazione, vogliamo fare bene. Io ho sempre detto che i punti di distacco sono troppi. Il gap che c’è, c’è per responsabilità nostra. Abbiamo 7 pareggi all’attivo di cui 4 in casa. Quindi è responsabilità nostra se c’è questa lunghezza. Non credo che a livello di rosa, invece, ci sia una cos√¨ grande differenza. Loro hanno vinto di più e hanno pareggiato solo una volta, noi sette. Questa è la differenza”.

Cristina Mariano

PH Credit Foto Grimaldi