Portici. Di padre in figlio: Bomber Manzo si racconta

Inserito da il 11 aprile, 2017 alle ore 11:37 am
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“Ho iniziato a giocare a calcio che ero molto piccolo, avevo forse 5 o 6 anni. Sono figlio di un ex calciatore, quindi è stata una passione rimandata di padre in figlio. Questo è il mio approdo nel calcio”. Così inizia a raccontare la sua storia Tommaso Manzo attaccante napoletano classe ’80 del Portici, che tanto bene sta facendo assieme ai suoi compagni tra Coppa Italia e campionato. “Ho bei ricordi nei miei venti anni di carriera, se devo dire la verità. Non ho mai avuto brutti rapporti con gli allenatori, quindi tutti i ricordi che ho sono positivi. Però, come tutti sanno a volte si instaurano dei rapporti forti e nel mio caso è successo con mister Gargiulo con il quale alla fine si era instaurato un rapporto come tra padre e figlio”.

Una vita, calcistica, passata sui campi della Campania, dalla Puteolana, al Bacoli. L’Ischia, il Savoia, il Gladiator, tra le altre, di contro una sola stagione lontano da casa, nel grande Gabbiano biancoverde: “La mia è stata un scelta basata su alcuni fattori. Innanzitutto le offerte che ricevevo dai club fuori dalla Campania era pari a quelle che mi arrivavano dalle squadre della mia regione, quindi ho preferito anche per questo rimanere vicino a casa. In più negli anni di Bacoli c’era anche la coincidenza del lavoro e questa è un’altra motivazione che mi ha tenuto qui. Sono state, tra l’altro tutte esperienze positive per me. Solo in due occasioni ho lasciato una squadra a metà stagione ed è successo lo scorso anno quando lasciai il Savoia per andare nel Gladiator e qualche anno prima quando lasciai il Bacoli e mi accasai all’Ischia. Ecco, a parte queste due esperienze non posso lamentarmi di nulla. Sono cresciuto, calcisticamente parlando, nella Puteolana, tra i 16 e i 20 anni circa, poi a Bacoli mi sono consacrato. Proprio con la maglia biancazzurra ho battuto il record europeo di marcature e questo mi ha permesso di essere conosciuto a livello nazionale. Però l’anno di Monopoli ha qualcosa di speciale. Un solo anno, è vero, ma sono quei rapporti che non sai spiegarti, quelli che ti entrano dentro: un amore a prima vista. Per me queste due sono, Bacoli e Monopoli, sono le squadre che maggiormente ho nel cuore”.

Numeri da paura per Tommaso Manzo che vanta 334 gol in carriera con un exploit di 33 con la maglia del Bacoli Sibilla Flegrea in Serie D: “Tanti gol e ce ne sono tanti che hanno un significato molto speciale per me. Però, se devo dire la verità, quelli che mi sono rimasti maggiormente dentro sono due: quello nella finale di Coppa Italia tra Monopoli e Lupa Castelli Romani e poi quando era nel Pianura il gol nel ribaltone della finale di play-off contro il Carpi. Quello arrivò al 93′ e fu molto significativo ed emozionante”. 

Un’altra stagione esaltante con la maglia azzurra del Portici, 19 reti tra campionato e Coppa Italia, un primato, seppur non matematico, a due giornate dal termine, la vittoria della Coppa Italia alo Squitieri contro l’Ebolitana: “Si questa è una stagione da incorniciare. Siamo partiti a fari spenti, senza fare proclami a differenza di Afragolese e Savoia. Col tempo ci siamo imposti e ci siamo conquistati il vertice. Abbiamo dimostrato la nostra forza, nonostante abbiamo circa dei partite in più nelle gambe per via del cammino in Coppa Italia. Ormai mancano due giornate e anche se la matematica non è ancora arrivata credo che non ci saranno problemi nel conquistare il titolo, abbiamo anche il calendario dalla nostra con Real Forio e Neapolis, già retrocessa”.

E dopo una stagione che rimarrà negli annali del Portici: “Spero di rimanere qui a vestire la maglia azzurra. Questa stagione per me ha un significato molto particolare. Infatti mio padre giusto 30 anni fa vinse il campionato proprio con il Portici. Per questo spero di ripetere questo successo e spero tanto di rimanere in questa squadra andandoci a giocare la Serie D”.

Cristina Mariano

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