Ormai è diventato un canovaccio ben rodato: la Cavese quest’anno arranca e lo fa con dei capi di imputazione abbastanza schiaccianti, che ne decretano inevitabilmente il percorso arduo e tortuoso che avrà questo campionato. Anche se si avvicina il Santo Natale, questo campionato, purtroppo per gli sportivi metelliani, ha più i connotati di una ” via crucis ” che di una natività. Per quanto il mercato di gennaio possa rappresentare un’opportunità di porre rimedio agli “orrori” commessi a luglio, non sarebbe aziendalmente ed economicamente corretto parlare di rinascita in quanto il campionato per la piega che ha ormai preso è segnato e risulterebbe assolutamente antieconomico investire in maniera ingente per stravolgere una rosa nata male e costruita peggio. Le falle evidenti purtroppo rappresentano i capisaldi di costruzione di ogni squadra: la difesa in ogni ordine e rango, il centrocampo incapace di dettare i ritmi di gioco e di assicurare una copertura alla difesa, infine l’attacco, di categoria sicuramente ma poco incisivo sopratutto perch√© male assistito. Specchio fedele di questo scenario il match odierno che vede la Cavese uscire sconfitta dal comunale di Francavilla Fontana, complice l’ennesima disattenzione difensiva che ripetutamente fa capolino nella retroguardia metelliana. Per quanto il tecnico Campilongo abbia cercato di porre rimedio, non ha potuto compiere miracoli e, come dicevano i latini, ” sic stantibus rebus ” ci sarà ancora da soffrire e tanto, l’unica nota positiva che in questo torneo vi solo altre squadre messe peggio.
A cura di Andrea Liguori




