Virtus Arechia Salerno. Il Ruvo vince tra le polemiche, la società: “Spettacolo spiacevole, meditiamo il ritiro”

Un pomeriggio amaro. Non basta un ottimo secondo tempo alla Virtus Arechi Salerno per battere la Tecnoswitch Ruvo di Puglia al Pala Longo. Una serie di fischi poco felici degli arbitri e la tripla allo scadere di Ciribeni obbligano i blaugrana alla sconfitta.

La gara: complice il 5-12 degli ospiti, propositivo già all’inizio l’ex Ciribeni, coach Parrillo senza pensarci due volte interrompe subito il gioco dopo pochissimi minuti. Le due triple di Mennella e i 5 punti di un reattivo Valentini sono sì importanti ma non bastano per ribaltare un punteggio che nel secondo periodo continua a sorridere ai pugliesi. Eppure le occasioni non mancano alla Virtus per dare una spallata alla partita, ma dopo l’iniziale -2 e il finale -5 (propositivo Tortù che chiuderà con 26 punti, 9 rimbalzi e 2 assist) arriva sempre la risposta di un reattivo e cinico Ruvo (ancora assente Ochoa). Prima con Markovic e poi con Cantagalli (nel mezzo anche un tecnico, probabilmente eccessivo, fischiato a coach Parrillo). E così all’intervallo lungo si rientra negli spogliatoi sul 41-49. Intanto sono già tre i falli a carico di De Fabritiis e Maggio (a questo si aggiunge l’assenza di Cardillo e l’indisponibilità di Rossi).

Ma dopo le difficoltà del primo tempo, nel secondo la Virtus cambia registro e comanda in lungo e largo. Dal punto di vista tattico e dell’intensità. Beatrice dopo l’ottimo lavoro prima dell’intervallo lungo si ripete anche nella ripresa, sia in difesa che in attacco (sua la tripla del 52 pari). Nel mezzo torna a fare la voce grossa Tortù con 6 punti pesantissimi. Tutto questo nonostante Maggio e Mennella sono costretti a stare in panchina con quattro falli a carico. Ma la Virtus gioca di squadra e qualsiasi blaugrana chiamato in causa fa il suo nel migliore dei modi (vedi Gallo e Rezzano). Poi in avvio di ultima frazione arriva anche la fiammata di De Fabritiis. Anzi due. In pochi secondi piazza due triple che valgono il 70-60 al 32’ (toccato poi anche il +12), ma sulla successiva giocata difensiva gli viene fischiato troppo frettolosamente il quinto fallo che lo costringe ad abbandonare definitivamente la partita nel suo momento migliore nonché il più importante della serata.

Una partita che negli ultimissimi minuti cambia completamente volto. Prima un fallo clamorosamente non fischiato a Maggio, dopo un nuovo tecnico fischiato a sorpresa a Parrillo, una serie di liberi concessi agli ospiti, e poi alla fine tocca fare anche i conti con la tripla di Ciribeni allo scadere che vale il 79-82 finale.

VIRTUS ARECHI SALERNO-TECNOSWITCH RUVO DI PUGLIA 79-82 (21-25, 41-49, 64-57)

Virtus: Rossi, Rezzano 19, Maggio, Beatrice 3, De Fabritiis 9, Mennella 7, Valentini 12, Gallo 3, Tortù 26, Capocotta ne, Peluso ne, D’Amico ne. Coach: Parrillo

Ruvo: Ochoa ne, Cantagalli 26, Ciribeni 18, Misolic, Markovic 21, Simon, Ippedico, Buffo 2, Paulinus ne, De Leone 4, Kekovic 11, Razic ne. Coach: Ponticiello

Arbitri: Lucotti e Cassina.

Così non va bene, e dispiace dirlo. Ma non si può restare in silenzio. Perché un trattamento come quello di questa sera messo in atto da parte degli arbitri in occasione della gara contro Ruvo di Puglia non può essere accettato. Mai. E non si tratta della sconfitta, onore ai nostri avversari, ma si tratta di giustizia. Di sport. Le partite devono essere decise dai giocatori, non da altri fattori. La Virtus Arechi Salerno, anche in questa stagione, nonostante il delicato momento che si vive a causa della pandemia, ha fatto grossi investimenti per regalare alla città di Salerno una squadra di valore e per regalare al campionato di Serie B uno spettacolo piacevole, ma i sacrifici di un club non possono essere rovinati in questo modo. Siamo pronti a perdere, del resto fa parte del gioco, ma solo ed esclusivamente perché chi abbiamo di fronte si dimostra più bravo di noi. La disparità di fischi nell’ultimo quarto della gara di questa sera disputata al Pala Carmine Longo è stata fin troppo evidente, e così non va bene. Se questo deve essere il trattamento, allora è giusto anche poter pensare al ritiro della squadra. Lo sport che amiamo non può essere condizionato in questo modo.