Via le maschere dell’ipocrisia: la vita vale più di una maglia

Si piange da un lato, si maledice dall’altra. √à l’Italia dell’ipocrisia, è l’Italia del falso buonismo. Ci sforziamo per far s√¨ che il calcio sia un punto di unione, di aggregazione, che vada oltre il colore della maglia. Ci sforziamo di far capire che una vita, una persona vale più del colore della maglia che indossa, della squadra per cui tifa. Cerchiamo di far capire che il rispetto per la persona vada oltre ogni cosa, perch√© al di là di tutto il calcio è un gioco, che piaccia o no.

Lo ripetiamo sempre, ma al tempo stesso non ci crediamo poi tanto. Al di là dei colori, al di là del risultato: ci piace pensare che quando tutto è bello, positivo, emozionante e commovente il calcio è vita. Quando si cade nel solito schifo, invece è solo un gioco. Cosa sia davvero il calcio, probabilmente lo capirà realmente solo chi ha rispetto della vita, dell’educazione e della positività perch√© non si può pensare che il calcio sia di chi fa figli e figliastri sulla morte. √à inaccettabile, specie se la distinzione dipende da un errore, da un colore differente.

Non ci possono essere distinzioni sul diritto alla vita, non ci possiamo permettere di piangere Davide Astori un momento prima e quello dopo sperare che al suo posto ci sia un calciatore di una squadra differente, che sia per un motivo o che sia per pura rivalità sportiva. Quando si pensa questo non si parla più di sport, si cade nel fango, in quello melmoso che si attacca addosso come fosse una seconda pelle. Si parla di inciviltà, si parla di squallore e di meschinità.

L’Italia piange, nella sua solita ipocrisia, Davide Astori, il difensore della Fiorentina scomparso improvvisamente ieri mattina nel sonno. Lo shock, l’incredulità ancora regnano nei cuori di tanti tra tifosi e non tifosi della viola, ma mentre si echeggia una dolce sinfonia c’è la solita nota stonata, quella suonata da chi, dimentica di essere umano e si veste da bestia, augurando stragi e morti ci Tizio piuttosto che di Caio. Non è questo lo sport che amiamo, non è questo il calcio che tifiamo.

 

Cristina Mariano