Turris. Ridotta la squalifica a Danucci: “Le accetto, ma sono rammaricato! Non ho fatto nulla”

“Pago per non aver commesso niente”. Cos√¨ commentava le scorse settimane il centrocampista della Turris Ciro Danucci all’indomani della sentenza del Giudice Sportivo che lo squalificava per otto giornate per aver “lanciato volontariamente una bottiglietta d’acqua contro il muro del sottopassaggio che porta agli spogliatoi consapevole di colpire l’assistente dell’arbitro”, nell’intervallo della partita tra i corallini e la Sicula Leonzio.

Già in quella occasione il giocatori si lamentò della severità del Giudice Sportivo e si dichiarava innocente, ammettendo però di essere stato troppo impulsivo nel lanciare la bottiglietta. Inoltre sottolineava come l’oggetto avesse colpito non l’assistente ma un suo compagno.

Nel pomeriggio di oggi è stato discusso il ricorso e parzialmente accettato presentato dalla Turris riducendo la squalifica da otto a cinque giornate. La nostra redazione ha contattato telefonicamente il giocatore interessato che, in esclusiva, ribadisce la sua amarezza: “Che dovrei dire? Sono rammaricato. Accetto la sentenza, ma solo perchè non posso fare altro. Il procedimento si è concluso e ancora pago per qualcosa che non ho commesso. Guardo i lati positivi e dico meglio cinque che otto. Sicuramente non posso ritenermi soddisfatto di questa sentenza e voglio denunciare come si prendano troppo alla leggera queste cose. Il giorno dopo la prima sentenza mi arrivarono i documenti nei quali c’erano i referti e le dichiarazioni dell’assistente e dell’arbitro. Già in quella occasione ho visto tanta superficialità, perchè l’assistente prima dice che ho lanciato la bottiglia al muro di fronte consapevole che nel rimbalzo sarebbe stato colpito lui. Il giorno dopo si contraddice e dice che ho lanciato la bottiglia alle mie spalle, sempre consapevole di colpirlo. Ma com’è possibile? Ha detto che mi ha visto eppure non sa in che direzione ho lanciato la bottiglia? L’arbitro descrive una scena che non ha visto, scrivendo che l’assistente ha riferito che…L’altro assistente non ha niente da dichiarare. In tutto questo non viene menzionata la mia ferita al labbro per la quale ho dovuto mettere cinque punti di sutura. Tutta questa situazione mi lascia l’amaro in bocca. Sia io che la società, che la squadra siamo stati danneggiati in maniera importante eppure non posso fare niente. Ho chiesto un consiglio al mio avvocato, ma non posso neanche muovermi con la giustizia ordinaria perchè incorrerei in una squalifica di sei mesi per la clausola rescissoria. Viene danneggiata la mia immagine perchè la violenza non è ammissibile e non posso fare altro che accettare quanto deciso nel ricorso. Ero fiducioso, ho già scontato tre giornate e per me erano già più che sufficienti. Purtroppo in queste sedi ciò che scrive l’arbitro è legge, ma è tutto trattato in maniera troppo superficiale. Adesso spero solo che i miei compagni in queste giornate che mancano al mio ritorno possano farmi un regalo, cioè vincere questi scontri. Siamo lontani alla cima ma sono sicuro che riusciremo a dire la nostra e a recuperare quel che abbiamo perso”.

Cristina Mariano

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