Turris. Corallini come in un film di Chaplin: la “tragedia” e la comicità nell’operazione Givan Werkhoven

Chiusa la questione grottesca dello stadio con l’ufficializzazione dell’iscrizione in Serie C, la convenzione di utilizzo del Partenio-Lombardi seppur solo burocraticamente, sembrava poter partire alla grande il mercato della Turris. Così non è.

Una situazione a dir poco bizzarra alla stregua dei film di Cherlie Chaplin, che nei suoi muti univa la comicità alla tragicità della realtà Ebbene proprio così di potrebbe definire la situazione che si è venuta a creare al momento della firma di Givan Werkhoven nella sede corallina. Tutto pronto, penna e contratto alla mano, con i dettagli studiati dalla società di Antonio Colantonio e Rosario Primicile con Bruno Cirillo, intermediario dell’operazione.

“Scusate, vorrei del tempo” – La frase che ha gelato tutti all’interno dello stadio dove si stava per certificare il matrimonio tra la società corallina e il calciatore olandese. Un olandese volante, così viene chiamato dai colleghi di Metropolis che ne raccontano l’av(s)ventura alle pendici del Vesuvio. Un tentennamento che riguarderebbe l’aspetto economico, riportato i colleghi del quotidiano stabiese, non soddisfacente per il calciatore che ora non rientra più nella lista dei desideri della dirigenza corallina.

Questo matrimonio non s’ha da fare, insomma. Colantonio l’ha decretato: “Calciatore non professionista”. E così, nella giornata della presentazione, con i tifosi sotto il sole caldo per accogliere il secondo acquisto si chiude con un nulla di fatto l’operazione olandese della Turris.

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