Torre Annunziata e la calda estate: Pellerone resta ma ridimensiona il progetto

“Rinascita Torre Annunziata”, questo è il claim della campagna abbonamenti lanciato dal Savoia, ma di rinascita c’è veramente ben poco se non il cambio di denominazione. Tra dubbi e incertezze, conditi da un silenzio tombale dal versante calciomercato, la piazza oplontina torna a vivere un appuntamento fisso delle caldi giornate estive, quelle accompagnate dall’interrogativo “Che fine faremo?”.

Dalla fine del campionato di Eccellenza, il presidente Mario Pellerone ha parlato in due occasioni. La prima, tre paletti che sembravano portare nubi oscure sul futuro dei bianchi, che riportiamo:

• Si riesce ad attivare la ristrutturazione dello stadio Giraud con consegna del manto erboso almeno a settembre e l’adeguamento per ampliare la capienza degli spettatori, almeno nella prima fase da 1000 a 3000.

• L’accoglimento della domanda di ripescaggio per la Serie D.

• Il raggiungimento del budget per disputare il campionato prossimo non da gregari ma da protagonisti.

Successivamente, a distanza di un mese e mezzo circa, Pellerone ha poi dichiarato attraverso una lettera che sarebbe rimasto a Torre Annunziata per vincere il campionato di Eccellenza. Parole buttate al vento si potrebbe dire, ma tali parole, ahilui, sono scritte e quindi facilmente ritrovabili (basta spulciare sui social del resto, ndr).

In giornata, nella cittadina oplontina, si è alimentata velocemente una voce che parlava di un dietrofront di Pellerone, con tanto di screenshot di conversazioni in cui il direttore sportivo Carmine Palumbo che si era adoperato per reperire campi di allenamento e di gioco, ma che adesso si trova con un pugno di mosche. Del resto, qualcosa lo si poteva intuire vista la mancata presenza attiva sul mercato, che ha visto più che altro alcuni protagonisti della passata stagione accasarsi altrove. Infatti, secondo fonti certe raccolte dalla nostra redazione, molti avevano perso i contatti con la società poco dopo la finale dei play off regionali persa col San Marzano.

Cosa ha portato questo immobilismo sul mercato? Probabilmente la problematica relativa all’impianto cittadino, lo stadio “Alfredo Giraud”, ha pesato non poco sulla scelta del Pellerone di andar via, suppur lasciando il titolo ai tifosi. Non solo, anche la possibilità, veramente lontana e improbabile, di un eventuale ripescaggio in Serie D avrà avuto il suo peso.

Alla fine dei conti, Pellerone resterà a Torre Annunziata, ma il progetto sarà drasticamente ridimensionato. C’è chi parlava di una possibilità di avere una Ferrari, ma alla fine ci sarà il rischio che sia una semplice Subaru Baracca, giusto per citare Aldo, Giovanni e Giacomo, almeno da come si evince dal comunicato degli oplontini, aspettando un futuro migliore:

“Dopo una attenta riflessione e lasciando alle spalle la mia istintiva reazione alla notizia della chiusura del Giraud per tutta la stagione corrente, voglio comunicare alla città di Torre Annunziata ed ai tifosi e sostenitori della A.C. Savoia 1908 che, dopo essermi confrontato con i miei più stretti collaboratori, ho deciso, anche se con ambizioni minori, di portare avanti la squadra.

Mixeremo giovani calciatori volenterosi con calciatori esperti per poter effettuare un campionato di transizione per poter poi, con lo stadio Giraud ristrutturato, per la prossima stagione formare una corazzata con 10.000 tifosi sugli spalti a cantare e gioire per le vittorie.

Quanto deciso è il percorso più indicato per quest’anno perché ritengo che non avendo il Giraud come la nostra casa troveremo molte difficoltà a poter affrontare nel migliore dei modi quelle che sono le attività settimanali di un gruppo squadra. Spero di essere stato chiaro ed esaustivo.

Un cordiale saluto a tutti.
Mario Pellerone”