Teramo-Cavese 2-0. Non arriva la svolta, seconda sconfitta per i metelliani

Chi si aspettava un cambio di marcia, di modulo e di tendenza rispetto al non gioco delle precedenti uscite, anche questa volta è rimasto deluso. Le problematiche tirate in ballo in queste giornate inerenti ai campi di allenamento, alla mancanza di amichevoli estive precampionato, agli under non di qualità, sono delle scuse accampate male, di certo c’è solo un guazzabuglio di idee, poche, mal assortite e di uomini, senza mordente, doti sportive distintive, capacità di fare gruppo. L’allenatore ha chiesto nel pre gara sia pazienza che tempo a disposizione, ma dal 5 luglio ad oggi, assistere all’ennesima disfatta esterna e a due pareggi interni, eguagliato il record di mister Cioffi nella disastrosa stagione di dieci anni fa del post Campilongo. Moriero 9 gol subiti e 3 realizzati contro i 7 gol subito e 4 fatti dell’ex allenatore della promozione del Sorrento. Ora più che mai l’interrogativo è leggittimo, se ne valga la pena proseguire, al presidente la sentenza.

TERAMO ( 4-3-3 ): TOMEI, CRISTINI, ARRIGONI, MAGNAGHI, MARTIGNAGO, MUNGO, LASIK, BOMBAGI, PIACENTINI, DI MATTEO, CANCELLOTTI. All. TEDINO

CAVESE ( 4-3-3 ): BISOGNO, LULLI, GERMINALE, MATERA, SAINZ MAZA, DI ROBERTO, MARZORATI, ROCCHI, MATINO, D’IGNAZIO, RUSSOTTO. All. Moriero.

Marcatore: Magnaghi (T) al ’28, Bombagi (T) al ‚Äò81.

Angoli: 5-1 per il Teramo

Note: Arbitro Sig.Petrella Claudio sez. Viterbo – assistenti Mittica e Gregorio sez. Bari .

Recupero 1′ p.t.; 4‚Äò s.t.

1¬∞ tempo: La Cavese con Matino spostato nel ruolo di terzino destro e sostituito al centro da Rocchi, questa la novità di giornata insieme alla presenza dal primo minuto da titolare di Germinale. Primi minuti di studio dell’avversario, al ’10 Russotto cambia gioco da destra a sinistra servendo Di Roberto che girandosi elude la marcatura dell’avversario e calcia a lato. La risposta del Teramo è un tiro dai 25 metri di Martignago che si spegne alla sinistra di Bisogno. Al ‚Äò23 rigore reclamato dal Teramo per atterramento in area di Martignago ad opera di Lulli. Per la Cavese ancora Russotto cross per Di Roberto di 30 metri, il tiro al volo va alle stelle. Insiste la Cavese con un bolide di Matera dai 30 metri che termina alto. Vantaggio del Teramo al minuto ‚Äò28, percussione indisturbata dalla sinistra degli uomini di mister Tedino e cross al centro per Magnaghi che, altrettanto indisturbato, trafigge Bisogno di piattone sinistro. Ancora Martignago del Teramo al ‚Äò35 spreca il raddoppio a pochi metri da Bisogno, liberatosi tra due marcatori aquilotti. Al ‚Äò40 è ancora l’asse Russotto – Di Roberto che prova senza successo a creare pericoli per la retroguardia teramana, ma a mancare questa volta è il tap in vincente. Il primo tempo, l’ennesimo deludente per gli uomini di Moriero, è sintetizzabile tutto nel calcio di punizione sparatto alto da Sainz Maza, poco volitivo e fuori ruolo come tre quartista.

2¬∞ tempo: La Cavese non sembra affatto entrata sul rettangolo verde con un mordente diverso. Al ‚Äò56 Bisogno salva un colpo di testa a colpo sicuro di Magnaghi. E’ Lulli a ricordare che il calcio è un gioco nel quale occorre tirare in porta e al ‚Äò62 arriva il primo tiro in assoluto dell’incontro, ma la sfera termina centrale tra le braccia dell’estremo difensore del Teramo. Anche la sfortuna ci mette la ciliegina sulla torta e al ‚Äò73 Matera colpisce la traversa dai 25 metri ma la palla sbatte sulla schiena dell’estremo difensore del Teramo finendo a lato. All’81 la capitolazione per l’armata Brancaleone di Moriero, sortita offensiva indisturbata e raddoppio di Bombagi del Teramo che con un eurogol trafigge Bisogno. Per la squadra di Moriero l’ennesima disfatta stagionale, è difficile non buttare la croce addosso al tecnico che non ha saputo infondere nulla di propositivo alla sua squadra che si è dimostrata abulica, senza una trama di gioco e un’ossatura tattica. Sul banco degli imputati anche il direttore sportivo che ha allestito una rosa carente, mal assortita e senza uomini spogliatoio in grado di infondere l’imperativo di combattere per salvare il salvabile.

Dal nostro inviato allo stadio “Gaetano Bonolis” di Teramo, Andrea Liguori