Calcio, ambizione, voglia di apparire. Ingredienti essenziali per chi nel mondo pallonaro vuole rompere gli argini e conquistare tutti. I giovani soprattutto. Per loro è tutto più difficile. La voglia di affermarsi non basta. Ci vogliono coloro che credono in te, che ti diano la possibilità di metterti in gioco e dimostrare chi sei.
Questa fortuna Gustavo Bellusci l’ha avuta. Calciatore classe ’99 con Lello Cottuno è stato lanciato nella mischia nel centrocampo del Villa Literno, per poi diventare titolare con Pierfrancesco Ulivi. All’epoca era un under di belle speranze, che arrivata dalla parentesi di Avellino. Solo due settimane per lui, prima solo scuole calcio.
Antonio Musto e il tecnico ex biancorosso hanno creduto in lui, lo hanno voluto fortemente ed è così che è riuscito a impossessarsi della maglia da titolare. Con Francesco Diana meno spazio, prima che il tecnico si rendesse conto che la giovane età non era sinonimo di inesperienza. Freddezza, grinta, temperamento. Spesso paragonato al mastino del Napoli, Allan, in lui si identificano le perfette caratteristiche di una mezzala carismatica e di personalità.
Quattro anni tra le fila della squadra della città oltre l’asse mediano. Gustavo Bellusci è capace di adattarsi anche come esterno basso sulla fascia destra, dove opera con estrema facilità. Polmoni e corsa, oltre ad una grande intelligenza tattica, fanno dell’età di Bellusci un mero dettaglio tecnico di cui ci si dimentica nel momento in cui lo si vede scorrazzare in campo.




