Sport in prosa. Testardi senza gloria: nel mondo del calcio sconosciuto

Scrivere di sport, scrivere lo sport non è arte facile. Per lo più lo sport si vive, guardandolo. Eppure c’è chi ci ha provato e chi ha deciso di raccontare se stesso tra le pagine di un libro. Uno sportivo, per intenderci, che per un motivo o un altro ha deciso di aprirsi in parole combinate cercando di affascinare e catturare il lettore. Sport in prosa, la nostra nuova rubrica è nata proprio per questo, allo scopo di suggerire libri che trattano di sport per chi ha voglia di affondare le proprio ore e la propria mente disegnando le immagini descritte dalle parole, per niente morte, che si raggruppano tra le righe dell’autore.

Per la seconda uscita raccontiamo Testardi Senza Gloria. Un libro scritto a sei mani da Marco Muscarà, Giovanni Romano Daniele Carboni. Tre autori appassionati di calcio che hanno affondato le radici del loro libro nella curiosità e la passione per la sfera.

Testardi senza gloria è un mix tra racconti di fenomeni rimasti sconosciuti e chi, invece, ha provato a esplodere, ma senza successo, causa anche una capacità tecnica che latita. Storie vere. Questo il fulcro di un insieme di racconti che lascia affascinati e al tempo stesso divertiti.

Linguaggio semplice, frasi corte, senza giri di parole in 144 pagine di stupore totale. Molto facile raccontare e soprattutto reperire notizie, anche oscure, di chi calca i grandi palcoscenici della Serie A, della Champions League. Meno semplice è affondare le proprie ricerche in chi non appare neanche negli almanacchi di calcio provinciale. Ebbene è questo il lavoro dei tre autori, sporcarsi le mani andando a scovare appassionati pallone che in qualche modo hanno fatto una parte di storia del calcio.

Nel libro si rimbalza da Winston Coe alla storia della Nazionale Italiana, la prima. Da Shampoo a Carlovich, ma di esempi potrebbero essercene tantissimi. Pubblicato nel 2019 è un piccolo compagno di viaggio per chi voglia approfondire la conoscenza di un mondo sconosciuto, quello del calcio nostalgico, ma al tempo stesso anche inimmaginabile, provinciale, dilettantistico.

Testardi senza gloria riesce a coinvolgere gli amanti di un pallone lontano dal business, ma anche lontano dai canonici stereotipi di fama e del campione che esplode e si arricchisce dimenticando, però, la base del proprio lavoro, la passione e l’amore per uno sport sociale, prima di tutto.