Sochi 2014. Paralimpiadi avare di soddisfazioni per la truppa azzurra

L’Italia riparte da zero.
Nessuna medaglia per la spedizione azzurra alla Paralimpiade invernale, che si e’ conclusa oggi a Sochi. Nella 10 km Sitting di fondo il materano Enzo Masiello chiude al sesto posto.
Venticinquesimo il lombardo Giordano Tomasoni, mentre l’altoatesino Roland Ruepp si e’ ritirato durante il tragitto.
Decima piazza nella 5 km Sitting femminile per Francesca Porcellato, debilitata anche da un’epicondilite. Fuori nella prima manche del gigante, invece, la trentina Melania Corradini. La conclusione ufficiale e’ arrivata qualche ora dopo, con la cerimonia di chiusura orchestrata dagli italiani Marco Balich e Lidia Castelli. Per l’Italia, il portabandiera nella sfilata conclusiva e’ stato il sedicenne sciatore torinese Andrea Valenti. Il bilancio negativo del medagliere, anche qui – come all’Olimpiade invernale – dominato dalla Russia, ha fatto compiere le prime riflessioni al massimo rappresentante del Comitato italiano paralimpico, Luca Pancalli. “E’ stata una Paralimpiade difficile, ma lo sapevamo gia’ prima di partire ed il livello di competitivita’, infatti, si e’ mostrato nettamente superiore a quello di Vancouver – spiega il presidente del Cip – Il movimento e’ giovane, ma cresce molto velocemente. Se si analizza il medagliere, si vede come certi paesi abbiano raccolto molto piu’ di altri”. Tra i problemi che hanno causato questo risultato deludente c’e’ senza dubbio quello legato alle risorse economiche. “Per vincere cosi’ tanto, ad esempio, la Russia ha speso cifre esorbitanti per il settore dello sci nordico, soldi che noi dividiamo tra 35 discipline”, prosegue Pancalli. “Parlero’ con la presidente della Fisip, Tiziana Nasi, e sicuramente ci sara’ una rivisitazione dello staff tecnico. Il sesto posto della squadra di sledge hockey – aggiunge il presidente del Cip – ha dei risvolti positivi, pero’ la squadra va ringiovanita notevolmente. Al tempo stesso, dobbiamo lavorare sulla promozione delle discipline invernali per crescere nei numeri.
Una sconfitta come questa fa male, ma deve servire per ripartire, creando una base ampia da cui poter pescare i futuri campioni. Per competere ad alti livelli nelle prossime edizioni delle Paralimpiadi ci vorranno professionalita’ e supporto economico”. (AGI) .

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