Serie A. Ritroverai cose che non volevi, ma scoprirai che nulla è cambiato

“Ritornerai… Lo so ritornerai…” – Cantava Bruno Lauzi nel 1963, ma prendiamo in prestito le parole del cantautore italiano per collegarle al calcio. Sono stati mesi di discussioni con troppe dichiarazioni che hanno affollato i quotidiani e i siti sportivi. Un tira e molla tra Governo e FIGC, tanti dubbi, tante perplessità. La pandemia da COVID-19 ha fatto vittime in tutto il Belpaese, gli sport si sono fermati, qualcuno ha detto addio definitivamente alla stagione, mentre il calcio, specialmente, la Serie A sembra ormai sulla strada della ripartenza.

“E quando tu, sarai con me…” – Dopo la sospensione del campionato al termine di Sassuolo-Brescia, le squadre gradualmente stanno tornando in campo per riprendere gli allenamenti, mentre per le partite bisogna attendere ancora qualche settimana. Al ritorno al calcio giocato ci saranno 12 turni per poi terminare la stagione, oltre ai recuperi della 25esima giornata. Senza dimenticare la Coppa Italia fermata alla semifinali di ritorno. Da ultimare anche i match degli ottavi di finale di Champions League, con Juventus e Napoli che si giocano la qualificazione, mentre l’Atalanta è già ai quarti di finale. Infine, l’Europa League,  Roma e Inter, le uniche italiane in corsa, si dovevano giocare gli ottavi di finale, di cui non si è giocato nemmeno il match di andata.

“Ritroverai tutte le cose che tu non volevi vedere intorno a te…” – Ritroveremo lo stadio, ma sarà vuoto. Ci sarà il campionato, ci saranno le coppe, ma quello che non ci sarà è l’affetto del pubblico, la spinta dei tifosi. Insomma, tutto quello che veste ancora questo sport con un velo di romanticismo, che man mano si sta cinicamente trasformando in mero business. Un calcio senza tifosi sarà meno calcio, anzi, meno spettacolo. Si perchè lo stadio non è come nel teatro, ma è coinvolgimento, lo spettatore è colui che partecipa attivamente alla gara, non un pagante passivo.

“E scoprirai che nulla è cambiato. Che sono restato l’illuso di sempre…” – Volendo trovare una nota positiva, ironicamente parlando, potremmo dire che negli ultimi due mesi non abbiamo avuto cori razzisti o di discriminazione territoriale all’interno degli stadi. Questo, però, lo sappiamo non cambierà alla riapertura al pubblico e restrà solo un’illusione, una vacanza dall’ignoranza di pochi stolti che fanno la voce grossa a discapito di chi vuole semplicemente assiste e partecipare ad una partita. Sognare, però, non costa nulla e magari un giorno potremmo assistere ad una stagione in cui si penserà solo a sostenere i propri colori.