“Quest’anno abbiamo visto un campionato molto più equilibrato del solito, fondamentalmente corretto, con pochi episodi clamorosi di eventuali errori arbitrali. Da parte nostra siamo soddisfatti e da parte mia il voto è largamente positivo: un 7 gli arbitri se lo meritano”. Lo ha detto il presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, Marcello Nicchi, ai microfoni de “La Politica nel Pallone” su Gr Parlamento. “La stagione ancora non si è conclusa e stiamo organizzando già la nuova, il 22 luglio ci saranno i raduni a Sportilia – prosegue il numero uno dei fischietti italiani – Continueremo con la nostra linea di applicare un servizio di qualità per tutte le partite, cercando la collaborazione da parte di tutti per far svolgere le cose in maniera serena”. “Speriamo di goderci ancora per un po’ di tempo degli arbitri di vertice come Orsato, Rocchi, Rizzoli e Mazzoleni. I dieci internazionali sono stati di esempio ma sono emersi personaggi come Irrati e Di Bello, giovani che sono ansiosi di ben figurare – aggiunge ancora Nicchi – Il futuro degli arbitri in Italia? Lo vedo positivo, la formazione oggi è abbastanza omogenea e chi non ce la fa lascia spazio. Come Nibali in montagna: chi ha le gambe resta, chi non ce la fa lascia. Il ricambio generazionale è però garantito, abbiamo arbitri all’altezza: è chiaro che se si lavora sui giovani è una scommessa e se su dieci ne arrivano otto, è un grande risultato”. Le novità della prossima stagione, ricorda, sono “un protocollo da definire e coperto, come dice la International Board della Fifa. Le novità le vedremo all’Europeo: tra queste, quelle di soccorrere in campo, per evitare le perdite di tempo, chi resta a terra per un fallo ricevuto da un giocatore che merita la sanzione disciplinare”. Dieci anni fa gli arbitri italiani erano coinvolti in ‘calciopoli’: “Una ferita per il calcio, l’arbitro non è un fattore a se’ stante, sono momenti che è bene siano dimenticati. Facendo tesoro di quegli errori, abbiamo lavorato per non farli accadere più e siamo ripartiti con un’Aia molto più indipendente. In campo si può sbagliare perch√© capita, ma non a livello comportamentale: per fortuna, in altri accadimenti dopo calciopoli gli arbitri non sono stati nemmeno sfiorati”. L’arrivo della tecnologia, assicura Nicchi, “darà grandi vantaggi in situazioni di gioco fermo e, applicata a fatti certi, ridurrà le perdite di tempo. Nel momento in cui dovesse partire l’off-line, tutti gli stadi saranno attrezzati, ma la cosa essenziale è che se ne attrezzi qualcuno per far capire agli arbitri il funzionamento. Si parla di una sperimentazione, poi tireremo le somme su tutto. Potrebbe essere fatta velocemente una sperimentazione in-line in partite amichevoli”. Nicchi, che non vuol più parlare della violenza sui direttori di gara soprattutto nelle categorie minori, nonostante la casistica sia in aumento (“Per non dare visibilità e perch√© spero finisca o venga drasticamente ridimensionata con l’applicazione delle nuove normative che stanno andando a regime”), conclude con una ulteriore apertura alla possibilità che gli arbitri parlino “meglio e più spesso. Ci potrebbero anche essere delle sorprese, in una determinata domenica o situazione. Siamo aperti a ogni tipo di confronto, per far le cose bisogna però essere in due a volerlo. E il dopo partita non è cos√¨ necessario, l’importante è fare degli incontri, magari cinque l’anno e non più uno, per spiegare come il regolamento viene applicato”. Infine, sulla possibilità che Giampiero Ventura sieda sulla panchina della Nazionale: “E’ una persona di valore e perbene, che ha ottenuto risultati visibili. Aspetto di avere l’incontro nel Consiglio Federale del prossimo 7 giugno e l√¨ il presidente federale (Tavecchio, ndr), che ha piena autonomia su queste scelte, ci comunicherà la decisione che sarà poi ratificata dal Cf. In futuro un arbitro presidente della federazione? Mai dire mai…”.
Fonte ItalPress.com




