Serie A. La Top Five della dodicesima di campionato

In positivo e in negativo sono i capitani a far discutere nell’ultima giornata di Serie A.

La Roma senza Totti continua ad arrancare, all’Inter torna in campo Zanetti, Conti timbra ancora una doppietta al Toro, Montolivo e Pellissier pareggiano le espulsioni in Chievo ‚Äì Milan mentre il capitano ducale Lucarelli pareggia la partita al Tardini.

Ecco la Top Five della dodicesima giornata del massimo campionato di serie A

5) Javier Zanetti. Nella classifica top five non può mancare il bionico capitano neroazzurro. L’iron-man argentino a 145 giorni di distanza dalla rottura del tendine d’Achille, alla veneranda età di 40 anni, torna in campo, e lo fa da protagonista, visto che l’azione che porta al secondo goal interista parte da una delle sue proverbiali progressioni.

4) Paul Pogba. Quando trasformi uno stop sbagliato in un capolavoro balistico del genere, significa che sei un predestinato. Non sforna una delle sue migliori prestazioni, ma la prodezza che mette a segno al minuto ottanta della partita con il Napoli gli vale di diritto l’ingresso nella classifica dei top five di giornata.

3) Giuseppe Rossi. L’italo ‚Äì americano sfoggia un’altra prestazione da otto in pagella, mettendo a segno l’ottavo ed il nono goal stagionale: il primo su rigore, il secondo di rara bellezza. Giusto per mettere in chiaro, a chi ancora non l’avesse capito, che il Pepito Mundial è pronto. Prandelli è avvertito!

2) Daniele Conti. A quanto pare il Torino gli deve stare parecchio antipatico, visto che quando vede granata il capitano del Cagliari sfoggia sempre prestazioni da brividi. L’ultima in ordine di tempo è coronata dalla seconda doppietta consecutiva al povero Toro di Ventura, con un goal, il secondo, che per poco non fa venir giù (letteralmente) il già traballante Sant’Elia.

1)Andrea Pirlo. Nella settimana che lo vede inserito come unico italiano nella lista del pallone d’oro, tira fuori una prestazione da fare invidia al miglior direttore d’orchestra. Favorito anche dalla libertà concessagli da Benitez, il metronomo azzurro smista palloni in ogni angolo del campo e saltuariamente (senza esagerare) si vede anche in fase di interdizione. Ottima prestazione, suggellata da uno dei pezzi pregiati di casa Pirlo: la maledetta, con la quale benedice anche il povero Pepe Reina, che, dopo Atene 2007, è costretto nuovamente ad inchinarsi alle magie del barbuto centrocampista ex-Milan.

Fabio Sposito

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