Ecco la Flop Five della dodicesima giornata di Serie A
5) Gianluca Curci. Se il Bologna non naviga in buone acque, gran parte delle responsabilità è anche e soprattutto del portiere ex Roma che, a Bergamo con l’Atalanta, dà vita ad un’altra prestazione non proprio da incorniciare. Ogni tiro nello specchio della porta rossoblù si trasforma in rete. Ne approfitta cos√¨ l’Atalanta, prima con Brivio e poi con Livaja, che dalla distanza mettono a dura prova la ridotta mobilità dell’estremo difensore rossoblù.
4) Alessandro Longhi. Più che lui, nella classifica dei Flop entra prepotentemente la sua prodezza, che è valsa il momentaneo vantaggio giallorosso. A porte inverse saremmo stati qui a parlare di un nuovo fenomeno del calcio italiano, vista la precisione e l’accuratezza con cui insacca il pallone, e, all’unanimità l’avremmo inserito nella Top five di giornata‚Ķ.Il problema è che la porta era quella sbagliata!
3) Francesco Bardi. Doveva tirar fuori una prestazione da urlo contro l’Inter, proprietaria del suo cartellino, e invece ad urlargli contro sono solo i tifosi amaranto. Con una leggerezza degna del miglior Ballotta, spiana la strada alla vittoria dell’Inter, regalandosi, tra l’altro, un paio di settimane da incubo, in cui non mancheranno sfottò di ogni tipo. Certo è che incassare un goal cos√¨ su un cross innocuo dell’ancor più innocuo Jonathan è un impresa da ben pochi eletti.
2) Riccardo Montolivo. Non è solo l’espulsione a valergli l’attributo di Flop. L’ex fiorentino è uno di quelli che maggiormente si sta impegnando per aiutare Mister Allegri a fare le valigie. Sembra quasi un fantasma. Di tanto in tanto appare con qualche tiro insensato e rimedia il secondo giallo nel momento in cui la squadra rossonera sembrava più vicina al goal. Forse quella fascia al braccio comincia a pesare.
1)Marek Hamsik. Quando il gioco si fa duro…silenzio assoluto, come le prestazioni di Hamsik nelle partite che contanto. Compare nei tabellini solo per dovere di cronaca. Soffre più lui il lavoro di marcatura su Pirlo che Pirlo la sua marcatura. Ha inoltre sulla coscienza il mancato goal a tu per tu con Buffon, che avrebbe regalato il pari al suo Napoli, prima che la parabola magistrale di Pirlo spegnesse gli animi. Si aspetta ancora la sua definitiva consacrazione.
Fabio Sposito




