BOLOGNA-INTER 1-1
Un ottimo Bologna ferma a quattro il numero di vittorie consecutive dell’Inter. Nell’anticipo della quinta giornata di Serie A, è arrivato l’1-1 tra i rossoblù di Donadoni e i nerazzurri di Spalletti. Il rammarico a fine partita c’è per tutti. Il pareggio del Dall’Ara, un 1-1 spettacolare per ritmo e intensità, ha il magico potere di scontentare tutti. Il Bologna che, autore di una prova importante, ha raccolto probabilmente meno di quanto meritasse; e l’Inter, che ferma a quattro la striscia di vittorie ma che a conti fatti porta a casa un punto pur disputando una partita insufficiente. Per tutto il primo tempo, infatti, c’è stata in campo solo una squadra e un po’ a sorpresa, davanti al presidente Joey Saputo arrivato da Montreal dopo diversi mesi, è stata proprio il Bologna. Un pressing altissimo sui portatori di palla nerazzurri, tanto da costringere più volte Handanovic a insistere nel giocare il pallone anzich√© rilanciare lungo su Icardi, ma anche una trama offensiva chiara e ispirata da Verdi, hanno messo in seria difficoltà l’Inter costringendo i nerazzurri ad assistere allo show del numero 9 rossoblù. E’ un gioiellino, non certo un bomber, e per questo ha impiegato cinque nitide occasioni per battere Handanovic, provandoci in tutti i modi e da tutte le posizioni, trovando il mancino giusto partendo da posizione centrale e infilando l’angolino di forza su Vecino da venticinque metri. Ma al 32′ Verdi non sbaglia e sigla l’uno a zero. La reazione dei nerazzurri è arrivata nella ripresa, ma mai troppo convinta nel superare la muraglia emiliana pur lavorando ai fianchi come un pugile intento a prendersi la cintura. Su un cross innocuo da destra, Eder scappa via a Mbayeche scivola in area di rigore aggrappandosi fallosamente per il rigore convertito in rete da Icardi per l’1-1 finale.
BENEVENTO-ROMA 0-4
Il Benevento dopo il Verona: la Roma si diverte ancora, ne segna quattro, mette in mostra uno Dzeko fenomenale, ringrazia per i due autogol e firma la nona vittoria esterna consecutiva, striscia che parte dallo scorso campionato e si allunga fino alla squadra di Baroni, apparsa impotente tre giorni dopo il set incassato dal Napoli. Per sopperire all’enorme divario tecnico, il Benevento in avvio ha messo gambe e cuore. La Roma ha sofferto ed eludere il pressing e, non a caso, dopo aver impegnato Belec con Dzeko, ha rischiato grosso in un contropiede (18′): le è andata bene che Cataldi, smarcato in area da Coda non abbia trovato lo specchio della porta. Gli uomini di Di Francesco hanno capito di non poter scherzare e, cambiando passo, hanno letteralmente travolto gli avversari. Al 22′ è arrivato il primo gol, realizzato a porta vuota da Dzeko, puntuale nel finalizzare una prorompente discesa di Kolarov. Galvanizzato, il centravanti bosniaco ha provato ancora a colpire ma prima si è visto salvare sulla linea da Lucioni un pallonetto di testa e poi ha colpito in pieno il palo alla sinistra di Belec con un pregevole destro in girata dal limite. Per assistere al 2-0, però, è bastato attendere pochi minuti: al 35′ Gonalons ha lanciato perfettamente nello spazio sulla destra Peres il cui cross basso è stato deviato in porta da Lucioni, intervenuto in scivolata per cercare di evitare a Dzeko di realizzare la seconda rete a porta vuota. Il n. 9 romanista si è rifatto comunque con gli interessi in avvio di ripresa (52‚Ä≤): ha ricevuto palla al limite da Perotti e l’ha scaraventata nell’angolo con un pregevole sinistro a giro rasoterra. Dopo aver impegnato ancora Belec con Pellegrini, la Roma si è inevitabilmente rilassata ma il Benevento non ha saputo approfittarne. Le migliori occasioni per accorciare le distanze sono capitate a Coda che, scappato per due volte a Jesus sul filo del fuorigioco, non ha avuto la lucidità per superare Alisson. La Roma ha ringraziato e, al 74′, ha calato il poker fotocopiando l’azione del 2-0: stavolta il cross basso e teso dalla sinistra di Kolarov ha trovato sulla traiettoria Venuti che, nel tentativo di anticipare ancora Dzeko, imita Lucioni.
ATALANTA-CROTONE 5-1
L’Atalanta schianta il Crotone con una partita perfetta, tutta votata all’attacco. 5 a 1 il punteggio finale per i neroazzurri. Una partita dominata in lungo e in largo dai padroni di casa che tornano alla vittoria dopo il pareggio con il Chievo. Troppa Atalanta per questo Crotone: la sfida all’Azzurri d’Italia finisce 5-1. Gasperini, dopo il pareggio contro il Chievo, sceglie Ilicic a sostegno delle due punte Petagna-Gomez. Una mossa che premia subito l’allenatore: bastano infatti 5 minuti per far esplodere l’Atleti Azzurri d’Italia con il gol di Petagna, bravo a tagliare sul primo palo e impattare l’assist di Ilicic. Proprio lo sloveno, una manciata di minuti dopo, converge benissimo nel cuore dell’area piccola calciando però incredibilmente alto il pallone servitogli dal Papu. Crotone in balia dei padroni di casa nella prima frazione e costretti a sostituire Tonev con Stoian. Al 25′ è Caldara a firmare il raddoppio sugli sviluppi di un calcio d’angolo prima del capolavoro di Josip Ilicic, che si beve mezza difesa prima di mettere palla in buca d’angolo. Nel secondo tempo la musica non cambia: l’Atalanta continua a dominare e trova anche il quarto gol con un bel tiro a incrociare di Gomez. Il gol di Tumminello a metà ripresa serve davvero a poco anche perch√©, a 15 dalla fine, il Papu Gomez riporta il distacco a +4 realizzando un calcio di rigore. Nel finale annullato un gol via Var a Orsolini per fuorigioco.
CAGLIARI-SASSUOLO 0-1
Prima partita in notturna al Sardegna Arena per il Cagliari di Massimo Rastelli. Ma la sera non porta fortuna ai rossoblù, sconfitti per 1-0. Meglio il Sassuolo per tutto il primo tempo in quel della Sardegna Arena, con l’ex Matri vicinissimo al goal in più occasioni: prima l’attaccante neroverde si vede annullare una rete per fuorigioco, dunque parare un calcio di rigore al minuto 30 per fallo di Pavoletti. Gli uomini di Rastelli non impegnano mai Consigli, inoperoso fino al 45′. Gara da dimenticare per Pavoletti, mai pericoloso e sostituito a inizio ripresa da Giannetti. E’ con l’altro attaccante però che il Cagliari va vicinissimo al vantaggio: contropiede sulla destra, Joao Pedro al centro per Farias che da due passi si mangia il goal colpendo centralissimo di testa. E’ il Sassuolo, invece, ad andare avanti: altro rigore per i neroverdi, stavolta per fallo di Pisacane, stavolta Matri spiazza Cragno per l’1-0 del Sassuolo. Gli ospiti si difendono bene, il Cagliari si fa vedere solo con un colpo di testa del neo-entrato Giannetti, comunque lontano dalla porta di Consigli.
GENOA-CHIEVO 1-1
Ancora rimandato il primo successo in campionato per il Genoa che, contro il Chievo, non riesce ad andare oltre il pareggio. Non è bastato ai rossoblù il gol di Laxalt nella ripresa per assicurarsi i primi tre punti, alla rete dell’uruguayano ha risposto infatti Hetemaj, per un 1-1 finale che premia la squadra di Maran, sempre attenta e mai doma. Il primo tiro della partita è opera del Chievo dopo appena un minuto con Cacciatore che dalla distanza impegna Perin, ma sono i padroni di casa che con il passare dei minuti prendono in mano le redini del gioco con una manovra avvolgente ma troppo prevedibile per rimpensierire realmente gli ospiti. A mancare è soprattutto la fantasia sia nel Genoa, Taarabt e Centurion sono infatti in panchina, sia nel Chievo con molti palloni spediti senza troppi fronzoli in tribuna. Ne nasce una gara tutt’altro che esaltante e la prima vera emozione arriva al 20′ con un tiro di Brlek respinto da Sorrentino dopo un angolo non sfruttato. Purtroppo per i 20 mila del Ferraris è anche l’unica di tutto il primo tempo che si chiude senza recupero in perfetta parità. L’intervallo porta un doppio cambio in casa Genoa con Taarabt e Rosi in campo e la gara sembra decollare. √à il Genoa invece a passare in vantaggio al 17′ al termine di un’azione insistita che ha visto più volte i difensori del Chievo sbagliare la misura dei rilanci. Alla fine su una ribattuta di Sorrentino è Laxalt il più veloce a controllare e, dopo essersi liberato di Depaoli, battere a rete. Maran si gioca cos√¨ la carta Pellissier mentre Juric risponde con Luca Rigoni. La mossa sortisce gli effetti sperati perch√© il Chievo arriva al pareggio. Il gol è di Hetemaj, tocco sotto in scivolata per battere Perin in uscita, anche se va diviso a metà con Castro autore di un assist perfetto che ha sorpreso la difesa rossoblù. Il pareggio esalta gli ospiti che sfiorano il raddoppio con una punizione di Radovanovic non trattenuta da Perin ma Pellissier, ostacolato da Zukanovic, non centra la porta. Pellegri avrebbe poi tra i piedi il pallone per riportare i suoi in vantaggio ma pecca di egoismo non servendo liberi in area Taarabt e Palladino e tirando fuori. Finisce cos√¨ senza altri sussulti con quello che appare come il risultato più giusto.
MILAN-SPAL 0-2
I rossoneri di Vincenzo Montella erano reduci dalla vittoria casalinga per 2-1 contro l’Udinese, grazie alla doppietta di Nikola Kalinic. Ovviamente il Milanpuntava a ripetersi, per poter ridurre il margine sull’Inter (1-1 a Bologna ieri) e proseguire la corsa Champions League. La squadra di Leonardo Semplici veniva invece dal k.o. interno per 0-2 contro il Cagliari e aveva voglia di strappare qualche punto pesante a San Siro in ottica salvezza. Stavolta basta un po’ di pressione per mettere in difficoltà i ferraresi. Semplici sceglie una tattica prudente, intasando le linee di passaggio e provando, di tanto in tanto, qualche ripartenza. Il Milan sblocca il risultato nel cuore del primo tempo. Il rigore se lo procura Kalinic, lesto ad avventarsi sul pallone dopo un diagonale di Rodriguez non trattenuto da Gomis. Lo stesso portiere tocca il croato, facendo crollare i sogni spallini. Gomis, peraltro, prima e dopo l’episodio incriminato, è un gatto sul diagonale di Abate e sul sinistro maligno di Andr√© Silva. La Spal ha un’occasione sola dopo sette minuti del secondo tempo. Nel giro di nove minuti arriva il raddoppio del Milan che chiude il conto: Kessie si procura e trasforma il rigore della felicità rossonera.
LAZIO-NAPOLI 1-4
Primo tempo a tinte biancocelesti e vantaggio firmato de Vrij, poi Inzaghi perde l’olandese e Bastos, dovendo reinventare una difesa con il solo Radu come centrale di ruolo. Dilagano gli ospiti, con Koulibaly, Callejon, un capolavoro di Mertens e il rigore di Jorginho. Per i campani è il quinto successo consecutivo in campionato. Il Napoli si rialza anche dopo uno sbandamento pesante, la Lazio fa i conti con la folle scelta di non intervenire sul mercato dei difensori in estate, punita da una serie di infortuni senza precedenti. Il risultato finale (1-4) racconta solo un volto della medaglia del big match dell’Olimpico, quello della formazione di Sarri che sa volare sulle ali dell’entusiasmo quando il match trova i binari prediletti, con la ciliegina sulla torta del solito, sconvolgente Dries Mertens, capace di uccidere definitivamente la partita con un gol insensato. A pesare, più di tutti, è stato lo stop di De Vrij. Senza l’olandese, la Lazio non è più riuscita a reggere l’urto della corazzata napoletana. Come era invece stata capace di fare nel primo tempo (a parte un palo di Hamsik e una palla-gol di Callejon sventata da Strakosha, ma il napoletano era in fuorigioco). Ed era stato proprio grazie alla regia difensiva di De Vrij che la squadra di Inzaghi aveva tenuto botta. Nella ripresa però cambiava tutto. Il Napoli tornava in campo con qualche minuto di anticipo. Chiaro segnale delle sue intenzioni. L’1-1 arrivava al 9′ grazie a Koulibaly, bravo a ribattere in rete il colpo di testa di Albiol respinto da Strakosha. Il pareggio annichiliva la Lazio e moltiplicava la fame dei napoletani. Appena un minuto dopo arrivava il 2-1 grazie a Callejoin. Altri quattro minuti e la partita si chiudeva con lo spettacolare 3-1 di Mertens (pallonetto dall’out sinistro dopo pasticcio Strakosha-Leiva). La Lazio provava a riorganizzarsi, ma attorno alla metà della ripresa, l’infortunio di Basta la lasciava in dieci. Partita finita. Anzi no. Perch√© in pieno recupero il rigore di Jorginho (fallo di Parolo su Zielinski) fissava il punteggio sul 4-1.
UDINESE-TORINO 2-3
Il Torino ha sbancato il campo dell’Udinese con il punteggio di 2-3 nella partita valida per la quinta giornata di Serie A. A segno Belotti e Ljajic. Cinque gare, zero sconfitte, undici punti: mai, da quando se ne assegnano tre a vittoria, il Toro era salito cos√¨ in alto in classifica, alla quinta giornata. E rispetto all’anno scorso i punti in più sono 6. Non è finita, i granata segnano da undici trasferte consecutive e hanno in Belotti e Ljajic due attaccanti con una media superiore a un gol ogni due partite. Insomma c’è di che essere ottimisti, immaginando dove possa arrivare una squadra che resta comunque perfettibile. Disputa un primo tempo onesto, il Torino. Ma è cinico come sanno essere le prime della classe e, tra una papera di Scuffet (tiro di Ljajic, respinta goffa del portiere bianconero e guizzo di Belotti per l’1-0), e un autogol di Hallfredsson chiude la frazione sul doppio vantaggio. Basta un cambio, fuori l’islandese – completamente fuori partita -, dentro Jankto (contestualmente Delneri fa entrare Angella per Danilo) e il Toro vacilla: Ansaldi e N’Koulou pasticciano nell’area granata e favoriscono l’azione del ceco che viene toccato dal centrale di Mihajlovic. Per Rocchi in maniera tale da causare calcio di rigore. Trasformato da De Paul. friulani dimezzano lo svantaggio, ma i granata piuttosto che accusare il colpo reagiscono immediatamente: al 6′ del secondo tempo la conclusione volante di Belotti è splendida, ma Scuffet questa volta è attento e respinge. Tocca il palo e finisce in rete, invece, la conclusione attraverso la quale Ljajic firma il tris per il Toro (il serbo ha segnato in 6 delle ultime 7 trasferte). Partita finita? Macch√©, che i granata siano perfettibili si è detto: e allora nel finale la sofferenza è totale. Alla mezzora Lasagna con il petto segna il 3-2, quindi, a pochi secondi dalla fine, Ansaldi si immola a deviare un tiro a botta sicura di Jankto. Finisce con un gol di scarto in favore dei granata.
HELLAS-VERONA-SAMPADORIA 0-0
Si è spenta contro il palo l’ultima speranza della Samp di fare bottino pieno al Bentegodi. Il colpo di testa carambolato sul palo è l’epilogo di un match che la Samp del primo tempo,infarcita di 5 volti nuovi rispetto a Torino, ha lasciato troppo nelle mani del Verona mentre nella ripresa, dopo l’ingresso di Ramirez e Zapata, ha ripreso in mano e rischiato in più occasioni di vincere. Anche l’Hellas per la verità ci ha provato e bisogna ringraziare Puggioni e la scarsa vena realizzativa dell’ex Pazzini se non è riuscito a segnare. Per contro il Doria ha sfiorato il gol di nuovo con Zapata (2 volte, di testa e di destro), con Caprari (che ha indugiato troppo davanti a Nicolas) e con Ramirez, il cui colpo di testa a botta sicuro è stato respinto solo dalla spalla di Caracciolo. Benissimo come sempre Torreira e bene anche Praet, trasformatosi rispetto alla scorsa stagione. Nel finale decisivo anche Bereszynski un cui intercetto ha evitato un sicuro gol beffa di Bessa. In difesa invalicabile il muro di Silvestre che ha scelto di festeggiare la sua centesima in blucerchiato giganteggiando su chiunque gli transitasse vicino. Niente quarta partita con gol invece per Quagliarella, probabilmente stanco.
JUVENTUS-FIORENTINA 1-0
La squadra di Allegri resta in testa a punteggio pieno cogliendo la quinta vittoria consecutiva, decide ad inizio ripresa una rete del croato. Un possesso palla spesso prolungato che però non ha quasi mai arrecato problemi alla porta difesa da Sportiello. La Fiorentina, per lunghi tratti con tutti gli uomini piazzati a difendere la propria metà campo, ha mostrato solidità difensiva e ha cercato di colpire la Juventus in contropiede vanificando però le occasioni avute a causa dell’imprecisione dei suoi uomini, mentre la Juve ci ha provato soprattutto dalla distanza, carente nella costruzione di gioco anche per l’assenza in mezzo di Pjanic. Di Dybala al 9′ la prima vera grande occasione del primo tempo: il numero 10 bianconero ha provato a sorprendere Sportiello con un calcio di punizione ma il mancino è finito di poco fuori. Un Higuain che ha invece litigato spesso con il pallone ci ha provato al 43′ quando, spalle alla porta, si è girato e ha calciato di destro da fuori area trovando però la deviazione in corner di Astori. Di Veretout l’unico tentativo della Fiorentina degno di nota: al 25′, il francese ha però impattato male il pallone su punizione mandandolo alto sopra la traversa della porta difesa da Szczesny. A sbloccare la partita ci ha pensato Mandzukic al 7′ della ripresa: fino a quel momento impalpabile, il croato ha fruttato un cross dalla destra di Cuadrado e ha sorpreso il neo entrato Gaspar mettendo la palla alle spalle di Sportiello. Incassato il gol, la Fiorentina ha necessariamente dovuto alzare il baricentro favorendo cos√¨ le incursioni dei padroni di casa che poco prima del quarto d’ora hanno mancato il raddoppio quando, ancora dai piedi di Cuadrado, un pallone rasoterra dalla destra non ha trovato il tap-in vincente. I viola in dieci hanno nuovamente rischiato di capitolare per la seconda volta al 23′ quando una conclusione a botta sicura di Mandzukic ha trovato la deviazione in corner di Gaspar. A cinque minuti dal termine ancora Juventus vicina al gol quando un pallone messo in mezzo dalla sinistra da Matuidi che non viene intercettato da Higuain finisce a Pjanic, ma il destro del bosniaco risulta troppo leggero ed è parato a terra dall’estremo difensore viola.
Edoardo Riccio





