Sensazioni Azzurre. Una coppa voluta col coraggio e la voglia di esserci

Sarri osservava i suoi ragazzi in giacca e cravatta rinnegando la sua Natura, e la Juve rinnegava il suo Credo, affogando paure e timori di non farcela. Gattuso col ciglio del calabrese orgoglioso e ferito nel cuore cercava negli occhi dei suoi la voglia, la rivincita, la concentrazione giusta e quel pizzico di fortuna che sempre ci vuole in una finale. Ringhio che tanto ha vinto col suo vecchio Milan e diventato poi campione del mondo, mai avrebbe immaginato (e noi con lui) che il suo Primo trofeo da allenatore lo avrebbe preso e scippato proprio ai rivali di sempre con la maglia azzurra, con una forza morale incredibile, la scoperta di Maksimovic messo ai margini, la garanzia in gol di Dries, i sacrifici di Lorenzo, la freddezza di Meret (portiere giovanissimo come il buffon dei tempi d’oro a vincere un trofeo), il lavoro oscuro di Demme, la rivincita di Politano, il ritrovato koulibaly, il sorriso di Milik al rigore decisivo e il gruppone “anticovid” che ha coinvolto nel silenzio dell’Olimpico tutti senza remore. Gli occhi di cr7 in panchina che sperava nel suo “uuuuuu…” al rigore decisivo ma non aveva fatto i conti con le gambe tremanti del bimbo min… Dybala e di Danilo, due lettere uguali la D, come Dovete Dimettervi Davanti a De Laurentiis che col piatto di fagioli saporito strappa un sorriso ai napoletani in un momento delicato per tutto il Paese. Non è un caso che il Sud per bravura e civiltà ha saputo evitare il dolore del virus, e dal Sud una squadra urla forte al Paese nello sport che noi ci siamo e ci saremo sempre.

#tobecontinued vallo a raccontare👀⚽️🔵😘

a cura di Giuseppe Giannotti

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