“Sensazioni Azzurre”. Sarri, la differenza tra te e lui

La differenza

SARRI: “Ho visto solo 10′ Chelsea- City per non mettermi paura o ansia”. Ecco, questo è il mister che può piacere o no, ai troppo ottimisti che come sempre vedono un Napoli imbattibile, troppo bello e via discorrendo. Ma può non piacere ad altri perch√© troppo remissivo o provinciale. La verità come sempre è nel mezzo. Sarri conosce la bontà calcistica dei suoi ragazzi, li conosce a memoria e viceversa. Ricorda (come tutti) le due prove d’orgoglio contro il Real Campione d’Europa, la paura fu cos√¨ tanta che ahimè si misero a giocare sul serio (fortuna compresa) e quel piccolo o grande gap venne fuori tutto. Ma Sarri ricorda (e pure noi) la recente scialba prova al debutto contro il Donetsk, di quelle sere NO che il Napoli (ormai sotto i riflettori) non può più permettersi, a meno che non perdi colpendo 4 pali. Sarri è carico come i suoi ragazzi pronto per nuove fantastiche notti europee, ed incontrare campioni super pagati che giocano nella mitica ricca Premier, provoca in lui quella spontanea ingenua risposta sopra citata.

ALLEGRI: Alla domanda egli risponde: “Non è la Juve ma il Napoli la rivale della Juve”. Giusto, lineare, ci mancherebbe, ma in altre occasioni avrebbe sorriso e basta, o al massimo avrebbe sussurrato che il Napoli è pronto come noi alla lotta scudetto. Ma il supponente tecnico che sente elogi sperticati sugli azzurri da tutto il mondo calcistico (tecnici blasonati compresi) diventa ancora più ansioso. Il Var lo sta devastando, e devasta perfino Dybamessi che non regge i minuti di fermo e sbaglia il rigore contro i bergamaschi. Quante ne hanno vinto cos√¨, quante negli ultimi 30 anni, a Napoli si dice facimme ammuina, all’epoca c’era un Var in carne ed ossa che era Moggi, quel gesto che oggi si fa indicando lo schermo lui lo faceva sussurrando: Datemi un telefonino! E tutta qua la differenza tra chi come Sarri si sta conquistando col sudore gli elogi i soldi e la carriera, e chi pensa che l’arroganza funzioni ancora. Dico ad Allegri di godersi ancora un po’ questi momenti juventini perch√© un giorno sarà come Bonucci oggi al Milan (perso, nervoso, fuori tempo, falloso senza protezioni, testa bassa, senza complici in difesa).

A cura di Giuseppe Giannotti