“Sensazioni Azzurre”. Fino all’ultimo…Stadio

Ancelotti arriva a Napoli per voglio provare forti emozioni‚Ķ e detto da lui la frase assume un valore inestimabile. Lui che ha vinto e stravinto ovunque aveva già intuito negli anni quali emozioni particolari Napoli SA DARE al di là del successo sul campo.

Lui romagnolo sanguigno e di buona forchetta aveva già nel DNA la voglia di godersi la vita in tutte le sue sfaccettature. La stampa nordica e quella nemica locale non sa dove aggrapparsi, perch√© ora non ci sono le esternazioni sboccate di Sarri, nè la sua inesperienza o capa tosta.

Nessuno tocchi Carletto (come Caino), ora che ha persino umiliato la sua ex squadra, fregandosene del buon Gattuso a cui vuole un bene dell’anima, o del bel Maldini in tribuna. No, Carletto non può fermarsi, oltre la vittoria c’è di più e lui l’ha capito.

Subito coccolato dai napoletani che quando vogliono, quasi sempre, sanno dimenticare bandiere non loro. Uomini che fino a pochi mesi nessuno pensava potessero sedere sulla panchina che persino quando vinse gli scudetti era riscaldata da ottimi cursori e faticatori come Bianchi e Bigon.

Ancelotti si è calato nei panni di chi come un bambino sta alla finestra a godersi il clima unico di questa città. Dalla fredda Londra, alla ferrea Monaco, alla classica Parigi, alla calda Madrid. Ora sul Golfo si gode la città bambina sempre assetata di sorrisi e goliardia, che nel calcio trova l’entusiasmo per superare il quotidiano di tutti.

Ma tutto torna, anche nel calcio, Carletto e i tifosi come bambini, ma ecco che a loro vogliono strappare il giocattolo più vetusto e bello, come lo era il vecchio cavallo a dondolo in legno dei secoli scorsi, ovvero lo STADIO. Minacce stile Gomorra, soldi da dare, avere. Ecco, ci sarà sempre un modo perch√© si debba far parlare di Napoli in modo negativo.

Ma per fortuna per una volta, sul campo per ora stanno zitti tutti tra invidie e segreti da carpire a una squadra che vorrebbero buttare fuori. Non dal campionato o dalla coppa ma dal SUO STADIO, proprio con Carletto che di stadi VERI ne ha vissuti tanti. Santa pazienza… #senzaparole.

A cura di Giuseppe Giannotti