Savoia, delusione under: Esposito unica nota (molto) lieta, gli altri ruotano tanto ma non eccellono

Nel processo di costruzione di una squadra di Serie D, si sa, il compito più difficile è quello di districarsi nel complicato mondo degli “under”. Con le stringenti regole che impongono l’utilizzo in ogni partita ed in contemporanea di almeno quattro giocatori “giovani”, per le società non è mai facile trovare dei ragazzi maturi e pronti ad affrontare senza paura un campionato difficile come quello dei Dilettanti. Una necessità che certamente si accresce per i club che puntano, almeno a parole, ad obiettivi ambiziosi: la storia è piena di compagini dotate di organici stellari, che poi magari alla resa dei conti non sono riuscite a centrare vittorie dei campionati o promozioni a causa di giovani non all’altezza.

La parola d’ordine per gli under, soprattutto quelli più giovani, è continuità: solo dando loro la possibilità di crescere – giocando con regolarità, e finanche accettando gli inevitabili errori dettati dall’inesperienza – si può ottenere da loro un rendimento di livello. E, nel cul-de-sac in cui pare essersi infilato il Savoia quest’anno, uno dei tasti più dolenti è proprio il rendimento degli under. La società oplontina, in questi mesi, ne ha cambiati tanti ed in maniera vorticosa, ed i dati sono emblematici: ad oggi, con diciannove partite disputate, sono stati ben dodici quelli che hanno disputato almeno una partita da titolare. Si parte dai portieri Cannizzaro e Matteo Esposito, passando per i difensori Riccio, Nespoli, Caiazzo, Correnti, Boccioletti, Giovanni Esposito, Occhiuto e Kouadio, per finire ai centrocampisti Russo e Stallone. Se a questi aggiungiamo Badje e Mancini (a gennaio passato al Lanusei) – mai partiti titolari, ma comunque con all’attivo delle presenze da subentrati – salgono addirittura a quattordici gli under utilizzati da Aronica prima e Chianese poi.

Andando a spulciare le statistiche, inoltre, si noterà che i due tecnici succedutisi sullo scranno dello stadio Giraud, non hanno mai schierato per più di due partite in totale lo stesso “quartetto” di under. Insomma, una continua rotazione che testimonia come il livello delle prestazioni sia stato sicuramente sotto le aspettative. E, quando un allenatore – anzi due – non riesce a trovare continuità negli uomini da mandare in campo, evidentemente la responsabilità principale è da attribuire agli errori compiuti in sede di mercato, ad ulteriore conferma che è la qualità delle scelte a dover avere il predominio sulla quantità. Nessuno dei ragazzi sopra citati ha onestamente rubato l’occhio a tifosi ed addetti ai lavori, ma un’eccezione, in questo mare magnum, c’è, e risponde al nome di Matteo Esposito: il portierino arrivato in prestito dalla Juve Stabia è infatti una nota lietissima, una delle poche, nella rosa biancoscudata. Il classe 2002 ha sin da subito mostrato grande sicurezza tra i pali, e nelle ultime partite ha sempre messo in scena interventi decisivi, ad evitare che quei pareggi si tramutassero addirittura in sconfitte. Insomma, in ossequio alla legge dei grandi numeri, almeno una ciambella è riuscita col buco…

Photo Credit: Nunzio Iovene “Il Cigno Art”