Nell’anticipo dell’ottava giornata di campionato del girone H di Serie D, il Savoia ha conosciuto la terza sconfitta della stagione per mano della corazzata Audace Cerignola. Una sconfitta che ha portato ad una dura contestazione, iniziata sugli spalti e proseguita sui social, tutti imputati, società, allenatore e calciatori usciti tra i fischi della tifoseria. Bisogna, però, fermarsi ed analizzare il momento, la compagine oplontina, costruita per centrare l’obiettivo salvezza.
TRE SCONFITTE CON LE PRIME TRE – I bianchi hanno perso tre partite contro le prime tre della classe: AZ Picerno, Taranto e Audace Cerignola, inoltre, contro i delfini si può parlare di uno scippo in piena regola, ma comunque resta un KO. Altrettanti pareggi sono arrivati con il Francavilla, Bitonto e Città di Gragnano, la prima dominata dove è mancata solo la rete vittoria, la seconda giocata in nove uomini e la terza si, prestazione incolore, ma resta un punto in trasferta contro una concorrente alla salvezza. Invece, le vittorie sono arrivate in due derby, Pomigliano e Sorrento.
ATTACCO STERILE – Nella rovinosa serata di ieri si sono evidenziati i limiti della rosa oplontina, che contro i pugliesi ha fatto bene poco se non nulla, sentento tantissimo la mancanza di un giocatore capace di creare superiorità e dotato di inventiva tattica come Alvino, ma anche di un recupera e smistatore di palloni, capace di dare personalità al centrocampo come Ausiello (il volenteroso D’Ancora è ancora lontano dalla condizione migliore, ndr). Per non parlare dell’attacco, dove il solo del Del Sorbo non può nulla contro un marcatore del calibro di Abruzzese. Il buon Pisani ha mostrato tutta la sua ineguatezza per la piazza e la categoria, Felici, benchè esperto per la categoria, non ha avuto un ottimo impatto col girone H (probabilmente il più difficile della D, ndr), Tedesco non è quello visto la scorsa stagione, Rekik ha tanta volontà ma poca personalità, l’altro giovane, Del Prete non è riuscito a dare la spinta che si sperava. Questo solo per soffermarci sugli attaccanti scesi ieri sul terreno di gioco, ma si potrebbe fare un discorso molto più lungo.
CAMBIO DI GUIDA? – Allo stato attuale cercare un capro espiatorio sarebbe esagerato, la squadra non sta vivendo un periodo di crisi, non ha bisogno di una scossa significativa, ma di sbloccarsi in fase di realizzazione. Cambio allenatore? Ok, ma per cosa? Per chi? Un progetto nato da una società in simbiosi col proprio allenatore e direttore sportivo (che rappresenta la società, ndr), quindi via Squillante e Mignano, ma per cosa? Continuando il punto di domana. Queste sono le prime vere difficoltà di una stagione, la strada è ancora lunga e tortuosa, sicuramente arriveranno altre problematiche e nuove montagna da scalare. Se si cambia alle prime difficoltà, allora dobbiamo prevedere un campionato di continue successioni in panchina e non credo che la società sia di questa idea, diversamente, dovrà dimostrarlo fin da domani perchè c’è da preparare una delicatissimo derby, contro un Nola che vuole dare una sterzata alla stagione.
CONTESTARE PER SPRONARE – La contestazione è giusta, servirà da sprono a tutti i tesserati per fare già meglio con il Nola il prossimo weekend, dove diventa categorimanete obbligatorio vincere per scongiurare una vera e propria crisi. Per fortuna dicembre è vicino e magari il duo presidenziale Annunziata-Mazzamauro “metterà mano al portafoglio” per regalare qualche più che valida pedina per la categoria, magari con una carta d’identità più florida. Ora è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e fissare l’obiettivo, per dare un segnale forte alla piazza che è sempre pronta a sostenere con orgoglio i propri colori. Nola, Sarnese e Fidelis Andria potrebbero essere il crocevia dell’intera stagione per società, allenatore e calciatori.
Gianfranco Collaro
ph credit: ilCignoArt




