Savoia. Liccardo e la sua verità sull’addio: “Sempre sudata la maglia, via perchè…”

Dopo l’improvviso addio dovuto per motivi comportamentali, l’ex capitano del Savoia, Crescenzo Liccardo parla per la prima volta da quando ha smesso di indossare la maglia e fascia di capitano degli oplontini. Il centrocampista ha raccontato la sua verità sul divorzio con la società del duo Annunziata-Mazzamauro nell’intervista rilasciata nell’edizione odierna del quotidiano Metropolis.

Di seguito le dichiarazioni di Liccardo: Ho sempre sentito la maglia del Savoia come una seconda pelle e in estate ho detto no a Turris e Giugliano, che offrivano molto di più rispetto ai bianchi e parlo di migliaia di euro, pur di restare con questa maglia. A questo punto devo pensare che è stata una scelta sbagliata, visto che Squillante come uomo non mi ha mai apprezzato. Mi considerava un uomo di Fabiano e ha fatto di tutto per mettermi nelle condizioni di andare via. All’inizio c’era un rapporto normale, ci parlavamo come fanno tutti i capitani e i tecnici di ogni squadra. Mi aveva chiesto di giocare mezzala, anche se gli avevo ribadito che i miei migliori campionati li avevo fatti davanti alla difesa e l√¨ sento di poter dare il meglio, ma per il Savoia ero pronto ad adattarmi. Con l’infortunio di Gatto sono tornato al centro e nelle gare contro Gragnano, Gelbison e Pomigliano, come sottolineato anche dal vostro giornale, le mie giocate sono servite alla vittoria. Con rientro di Gatto è precipitato tutto, perchè Squillante davanti alla difesa vuole un altro difensore.

L’ex capitano non si ferma qui, ma parla nei dettagli dei fatti accaduti nel derby col Sorrento: Il mister già da un po’ aveva iniziato a non parlarmi, a parlare male di me in giro come uomo. Sono un uomo di calcio e quindi so che è l’inizio di un qualcosa per mandarmi via. Durante la settimana mi prova mezzala o addirittura esterno di destra. Prima della gara col Sorrento mi dice che dobbiamo fare la guerra, perchè coi rossoneri c’è Costantino, ma io gli rispondo che non conta fare la guerra ma contano i 3 punti. Nell’intervallo mi dice che avrebbe cambiato uno tra Ausiello e Gatto per inserire Ortiz e che avrei dovuto cercarlo con maggiore insistenza. Dopo pochi minuti sostituisce me ed era chiaro che voleva mettermi in cattiva luce. Ho sbagliato a reagire calciando le bottigliette e dicendo parole, perchè comunque Squillante è più grande di me. Da qui la rottura: Mando un messaggio a Mignano dicendo che voglio andare via, perchè non voglio creare problemi alla società e alla squadra visto che il rapporto col mister è rotto. La società, che voglio ribadire si è sempre comportata benissimo ed è formata da persone perbene che possono portare Savoia davvero in alto, mi comunica che sono multato e che non indosserò la fascia da capitano. Accetto la decisione, ma il marted√¨ mi comunicano che sono fuori rosa. Successivamente si decide di fare un confronto anche col mister, ma Squillante ribadisce: ‚ÄòO va via lui, o io’. Al che non ho potuto far altro che andare via. Non mi ha rispettato come capitano e il mio addio è dovuto solo a lui, visto che si poteva recuperare ed ero pronto a farlo ma ha imposto ‚Äòo me o lui’ alla società.

Infine, Liccardo ha anche un messaggio per i tifosi: Ho sentito dire che avevo già accordo con altre società ma è falso. Solo ora posso tornare ad allenarmi, visto che mi è stato dato il nulla osta, e ribadisco che se volevo andare via lo avrei fatto in estate accettando offerte più alte. Sono fermo da quando sono andato via, nonostante abiti a pochi chilometri da dove si allena il Giugliano. Non sono un mercenario, tanto che non ho voluto nemmeno i soldi di ottobre, nonostante potessi pretenderli fino a dicembre I tifosi non posso che ringraziarli, perchè mi hanno sempre trattato bene e chi era vicino a noi conosce la verità. Un giorno tornerò al Savoia, perchè questa maglia è una seconda pelle.

Dichiarazioni dure dell’ex capitano oplontino che si scaglia contro l’allenatore Luigi Squillante anche se il calciatore è sempre sceso in campo ed ha dato segnali di insofferenza solo nell’occasione delle sostituzioni con Pomigliano e Sorrento. Situazione che fa riflettere, perchè se il tecnico sarnese fosse stato contro di lui avrebbe potuto cogliere la palla al balzo con il litigio con Costantino, facendo andar via anche lui prima dell’inizio del campionato. Intanto Liccardo, nonostante abbia ricevuto il nulla osta dalla società per allenarsi altrove, resta ancora un tesserato del Savoia, quindi non avrebbe potuto rilascire alcuna intervista se non dietro un’autorizzazione societaria. Ora si attende una risposta dai vertici societari, vista la forte accusa lanciata nei confronti dell’allenatore del Savoia.

Gianfranco Collaro