Savoia. L’ex patron Luce risponde a Mazzamauro: “A Torre Annunziata non si viene per fare la comparsa, ma per vincere”

In casa Savoia il pareggio con il Biancavilla ha lasciato più che uno strascico, contestastizione ad alcuni dirigenti e all’allenatore, reo di non dare un vero gioco alla squadra. Nell’immediato post gara il presidente Alfonso Mazzamauro, il direttore sportivo Marco Mignano e il direttore generale Giovanni Rais, ci mettono la faccia interropendo solo momentaneamente il silenzio stampa ordinato dalla società oplontina. Proprio Mazzamauro, tra le tante questioni, come infortuni, tecnico e stadio, nel corso della conferenza stampa aveva dichiarato “Piazza calda? Allo stadio c’era duecento persone, non diecimila, io pernso che la pizza calda sia qualla di Palermo”, in riferimento ai tifosi contestatori. Puntuale arriva anche il supporto del ds Mignano: “Il Savoia che vinse la D spese milioni di euro e l’anno dopo che fine ha fatto?”. Parole che hanno dato al via ad un veemente scambio di opinioni sui social network e che non sono piaciute ai supporters oplontini.

Da qui l’idea dei colleghi di “Metropolis”, quella di sentire gli ex della piazza oplontina, che hanno vissuto l’esperienza di Torre Annunziata. Il quotidiano ha interpellato Lazzaro Luce, chiamato in causa proprio dall’attuale società, Antonio Nuzzo, vincintore di un campionato di Eccellenza e di una Coppa Italia Dilettanti, e Salvatore Moxedano, fratello di Mario ex presidente degli anni di C e B. Parole che noi riportiamo per i nostri lettori.

Diretta è la replica di Lazzaro Luce, dopo aver ascoltato la conferenza stampa: “Conosco Mazzamauro, un grande presidente. Come tutti i presidenti che spendono soldi nei dilettanti, senza ritorno economico, merita rispetto e in questo io sono stato un pioniere. Conosco anche Mignano, bravo diesse, ma ache quest’ultimo si lasci andare ad alcune dichiarazioni mi sembra anormale. Lui e Mazzamauro sanno chi sono e sanno che ho lasciato un ottimo ricordo ovunque sono stato. A Torre, in particolare, avevo l’obiettivo di portare la squadra in B, che è la categoria che merita il Savoia. Fui uno dei primi non torresi a portare in spalla la Madonna della Neve, costruimmo un settore giovanile con centinaia di bambini. A Torre Annunziata non si viene per fare la comparsa, si viene per vincere o è meglio restare a casa. Questa città e questa tifoseria meritano di più anche come stile. Non si fanno dichiarazioni sul Savoia di Luce si possono fare in privato, non in una conferenza stampa. Se devono guardare al mio Savoia, prendano esempio. Rilevai una società vicina al fallimento e in potesta. Risanai il club e in pochi mesi costruii una rosa per vincere il campionato, grazie al lavoro di tutti e del grande direttore Simonetti. Noi combattemmo contro l’Akragas e altre grandi città e vincemmo. Troppo facile dire che Palermo è una piazza focosa, è come scoprire l’acqua calda. Il paragone non regge, perchè i siciliani si trovano li solo per varie vicissitudini societarie. √à come paragonarsi al Milan. Non bisogna sminuire il Savoia. Una piazza che conta tifosi in tutta Italia e nel mondo. Torre Annunziata va rispettata per la sua storia e perchè è una città di calcio. Ripeto, qui o vieni per vincere o resti a fare calcio a casa. Questa piazza è sempre nel mio cuore”.

Anche Salvatore Moxedano, fratello dell’ex presidente Mario replica all’attuale società: “Dopo Napoli e Salerno in Campania le piazze importanti sono solo Castellammare di Stabia, Torre Annunziata e Cava de’ Tirreni. Qui i tifosi pertendono due cose da un presidente: che investa e che vinca. Solo cos√¨ vieni osannato. Noi lo abbimo fatto e Torre Annunziata ha sempre risposto. Ricordo i 10mila del 15 agosto del 1999 contro la Sampdoria in coppa Italia. I 10mila in C contro l’Avellino, Nocerina e tante altre. A Torre se fai bene vieni sempre seguito”.

Infine, il presidente del recentissimo passato, Antonio Nuzzo: “Non voglio fare assolutamente polemica. Mi limito a dire che, per me, Torre Annunziata è stata una piazza importante, con una tifoseira calda. I sostenitorimi hanno dato tantissima soddisfazione abbiamo fatto un grandissimo cammino insieme in quell’anno. Abbiamo vinto il campionato e la coppa Italia con una squadra importante e li ho sempre sentini vicini e partecipi al progetto”.

Gianfranco Collaro