San Vito Positano, Vitter: “Partiti con l’handicap, ma qui c’è stata lungimiranza”

Eccoci qua, dopo due anni esatti dall’ultima intervista, di nuovo a colloquio con mister Vitter, l’eroe di Positano, come oramai viene letteralmente etichettatonella splendida città della costiera amalfitana. Due anni fa si festeggiava la vittoria della Marchesa nel campionato di prima categoria, ora si discute della cavalcata vincente del San Vito Positano, con accesso trionfale al campionato di Eccellenza.

La vittoria del San Vito Positano va ad arricchire un palmares già da brividi per il tecnico oplontino: nove campionati vinti sono davvero tanti. quattro affermazioni con l’Atletico Savoia, due con il Savoia ed una con Sarnese, Marchesa e San Vito Positano; senza contare le tre vittorie nel calcio a 5 femminile con il Progetto Sarno. Forse, anzi senza forse, un record per la nostra regione.

Insomma mister un curriculum da fare invidia.

“Si, devo ammettere che posso essere soddisfatto di quanto fatto finora. Certo le vittorie sono tutte belle, ma bisogna dire che senza ombra di dubbio quella di quest’anno è stata la più travagliata per tanti motivi. Innanzitutto per le difficoltà logistiche a raggiungere Positano in auto cinque volte a settimane, poi perché abbiamo costruito tutto dal nulla. A luglio il Positano era in prima categoria, oggi con ripescaggio e vittoria di campionato siamo in Eccellenza”.

Cosa la rende più orgoglioso?

“Sicuramente sono contentissimo di aver scritto una pagina di storia calcistica in una delle città più belle del mondo: prima amavo ed ammiravo Positano da turista, ora mi sento un positanese d’adozione.”.

Quale ritiene sia il segreto del successo di quest’anno?

“In realtà la partenza è stata ad handicap con eliminazione dalla Coppa Italia e sconfitta casalinga in campionato con il Marianella. In qualsiasi altra piazza forse saremmo stati esonerati, invece il presidente Luca Vespoli ha avuto la pazienza e la lungimiranza di credere ancora in noi, non tanto dal punto di vista tecnico quanto da quello umano. Ebbene da quel momento siamo diventati una macchina da guerra con 23 vittorie e 5 pareggi. Ricordo ancora la lunga riunione nel mio spogliatoio con il presidente e con il direttore Peppe Castellano: ci siamo guardati in faccia ed abbiamo capito che bisognava dare una svolta. Bisognava fare delle scelte ed alla fine siamo stati premiati.”. 

C’è un calciatore simbolo in questa squadra?

”Chi mi conosce sa bene che per me viene sempre prima il gruppo poi il singolo, ebbene questa è una squadra di ragazzi seri, eccezionali, educati. Certo bisogna ammettere che l’acquisto di bomber Farriciello ha cambiato volto al nostro attacco, ma senza l’apporto di tutti gli altri non saremmo andati da nessuna parte”.

Mister esiste un allenatore a cui lei si ispira

”Quando vinsi con il Savoia mi diedero l’appellativo di Mourinho di Torre Annunziata. In realtà a me piacerebbe entrare nella testa dei giocatori come fa Antonio Conte e soprattutto mi piacerebbe essere ricordato per la signorilità mostrata in campo, sia quando si vince sia quando si perde, come accade al grande Claudio Ranieri”.

Programmi per il futuro?

“Fino a domenica prossima dobbiamo solo goderci la bellissima Positano e festeggiare tutti insieme, poi parleremo con il presidente e capiremo se ci sono le basi per continuare qui anche il prossimo anno. Io ne sarei onorato….vedremo”.