San Tommaso e Real Poggiomarino: i fratelli Di Ruocco si godono le promozioni

Fratelli d’arte Vincenzo e Francesco Di Ruocco che ieri hanno conquistato simultaneamente la promozione rispettivamente in Eccellenza e in Serie D. Vincenzo Di Ruocco quarto cannoniere del Real Poggiomarino arrivato in casa azzurra in estate mettendosi subito in mostra agli ordini di Angelo Teta. Una battaglia combattuta fino alla giornata di ieri, quando con la vittoria sull’ex capolista Sant’Antonio Abate ha ipotecato il campionato.

Stesso andazzo, o quanto meno similare, per Francesco, centrocampista fratello di Vincenzo classe ’89 che nella prima parte di stagione aveva scelto di continuare a vestire la maglia del Sorrento in Serie D. Una buona parentesi agli ordini di Antonio Guarracino che nella categoria interregionale si era affidato al suo talento e alle sue prestazioni per raccogliere punti necessari al mantenimento della categoria. A dicembre la rottura, come lui anche altri calciatori hanno lascio la costiera, ma Di Ruocco ha trovato un posto importante tra le fila del San Tommaso, che in alto alla classifica e con la voglia di prendersi quanto meno i play-off ha rinforzato la rosa a disposizione di Ciccio Messina. La squadra ha lottato con altre tre squadre ma alla fine ha trovato la promozione con una giornata d’anticipo.

Un traguardo importante arrivato nella stessa giornata. Una coincidenza che fa tornare indietro nel tempo di ben 10 anni, quando il duo Di Ruocco con la Libertas Stabia era riuscito ad incantare nel campionato di Eccellenza. Vincenzo era alla seconda esperienza con la maglia dei gialloblù, conquistando la vittoria del campionato di Promozione, mentre Francesco era arrivato l’annata dopo successivamente all’esperienza con la Casertana.

Un balzo indietro di tanti anni, che con le differenze, però, fa rivivere ai due fratelli momenti di gioia condivisa. In quest’occasione un’unica felicità ma con due squadre diverse, una che arriva in Serie D, l’altra che arriva in Eccellenza. Da Poggiomarino a Contrada San Tommaso di Avellino passando, stranamente, da Castellammare di Stabia.

Cristina Mariano