“Essere creativi significa essere in grado di soffermarsi nell’incertezza e nella confusione” – così parlava il fisico Fritjof Capra. E allora in quel di San Giorgio la creatività è lo status quo, incomprensibile ai più, ai comuni mortali. Non può esserci spiegazione diversa.
In tre mesi di campionato, infatti, la squadra vesuviana ha cambiato quattro volte la guida tecnica. Dunque tre allenatori di cui un ritorno. Dopo lo sfregio a Pasquale Borrelli all’inizio della stagione, protagonista l’anno scorso nel risollevare i granata dalle ceneri nella gestione Carotenuto e autore della promozione in D, il San Giorgio si è reso protagonista ancora. Negativamente, s’intende.
L’arrivo di Gigi Squillante, il pre-campionato stellare, e poi il campionato che si è, però, rivelato l’esatto opposto di quello che erano state le amichevoli. Tanti gol in pieno calcio agostano, poi pareggi e sconfitte. Dopo quattro gare Squillante è stato esonerato e al suo posto è arrivato Nicola Romaniello. L’ex Casertana non ha fatto meglio. La sua permanenza, anche in questo caso è stata breve: dimissionario. Poi è arrivato, tornato, Pasquale Borrelli. Il napoletano ex Portici è riuscito a raccogliere due vittorie e pareggi. Nel momento più bello qualcosa ha rotto l’idillio.
Dimissioni lo scorso venerdì, poi il ritorno di Gigi Squillante, sceso in campo con un nuovo innesto, Angelo Scalzone in panchina. Un calciatore che ha fatto benissimo in passato, ma che negli ultimi anni non è riuscito a confermarsi. Questo a causa anche di problemi fisici. Il roccioso centravanti ha provato a mettersi in evidenza nella partita disgraziata contro il Gravina. Una partita in cui il trainer sarnese ha dovuto fare i conti con l’inferiorità numerica per un tempo intero.
Nessun alibi, certo, ma sicuramente il Gravina non era un avversario semplice da affrontare, soprattutto al netto di quanto accaduto durante il match. Tutto questo non è bastato a Francesco Mango per fermarsi e riflettere. La dirigenza, infatti, presa da un momento di incomprensibile creatività ha deciso di mettere mano alla rosa e al tecnico. Se per quel che riguarda la rosa avrebbe trovato le cognizioni di causa, non si può dire lo stesso per l’esonero. Il secondo per l’ex Ercolanese dei miracoli.
Ancora una volta Squillante è stato esonerato il 23 dicembre, come due anni fa, con il Savoia. Ancora una volta con motivazioni che si fatica a trovare. L’annuncio è arrivato ieri, ma il vociare dell’addio era nell’aria già da due giorni. Al suo posto è arrivato Sasà Ambrosino. Allenatore che si trova ad esordire in Serie D con una vera e propria patata bollente tra le mani. Il San Giorgio deve cambiare rotta. Ovviamente l’arrivo di un nuovo allenatore sarà sinonimo di altre partite di assemblaggio e studio di nuovi schemi, nuove sintonie, nuove idee tattiche.
Assieme a lui arriva Vincenzo De Liguori. Il diesse ha appena otto giorni per mettere su una sessione di mercato che possa fare al caso del San Giorgio e del suo tecnico. Già perchè il mercato si chiude il 31 dicembre e con Natale, Santo Stefano, vigilia, pranzi e cenoni non è certamente semplice trovare uomini ed accordi last minute. Soprattutto perchè si sono mossi in pochi. Il direttore sportivo reduce dall’esperienza col Pisa, dovrà sopperire anche all’addio di Bonfini.
Non resta che sedersi e guardare, nell’oggettiva e disinteressata speranza che la patata bollente non faccia ustionare le mani al tecnico ex Afro Napoli.




