Russia-Ucraina. La guerra nello sport: le sanzioni dal movimento

La guerra tra Russia-Ucraina sta avendo dei risvolti non solo a livello umano ed economico, ma anche sportivo. Indirettamente e direttamente.

RUSSIA-UCRAINA, GLI SPORTYIVI AL FRONTE

Il secondo caso è un chiaro riferimento ai tre sportivi caduti per difendere i propri territori, i due calciatori Vitalii Sapylo e Dmytro Martynenko e il biatholinista Yevhen Malyshev. 

Questi sono solo tre degli sportivi che hanno deciso di restare in patria, imbracciare le armi e combattere. Infatti, molti sono quelli che si sono trasformati da atleti a soldati dell’esercito. Tra questi ricordiamo il ciclista Andrei Tchmil e il nuotatore Mykhaylo Romanchuk. A loro si uniscono Yuliia Dzhima, Dmytro Pidruchnyi, Dmytro Mazurtsjuk, i pugili Vasyl Lomachenko e Oleksandr Usyk ed il tennista Sergiy Stakhovsky.

Tra questi nomi, c’è anche quello dell’allenatore dello Sheriff Tiraspol, squadra della Transnistria, regione filorussa della Moldavia. Jurij Mykolajovyč Vernydub, allenatore ucraino, ha lasciato la squadra per arruolarsi e difendere la sua nazione dall’invasione russa.

Russia, le sanzioni in campo sportivo

Le squadre di club, ma anche le rappresentazioni nazionali sono state escluse o bandite da varie discipline sportive. La nazionale russa, infatti, nei giorni scorsi ha subito l’esclusione dai Mondiali 2022, soprattutto per le pressioni ricevute dalle nazionali che avrebbero dovuto incontrarla negli spareggi. Le squadre militanti in Champions League, invece, sono state escluse dalla Champions League.

Quelle del calcio sono le prime “sanzioni”.  Ma alle decisione di UEFA e FIFA sono seguite quelle delle altre discipline. In primis, l’attacco in Ucraina, visto dal CIO come una violazione della tregua olimpica ha prolungato la sospensione della Russia che sarebbe dovuto scadere il prossimo 16 dicembre. Tra questi provvedimenti c’è anche il ritiro del collare d’oro dell’Ordine Olimpico a Putin. Al capo di stato russo, le Federazioni di taekwondo e di Judo hanno deciso di ritirare rispettivamente la cintura nera onoraria IX dan e la presidenza onoraria.

Alla vigilia dell’inizio delle Olimpiadi Paraolimpiche il CIO ha preso la decisione di escludere gli atleti russi e bielorussi. Anche in questo caso le pressioni sono state maggiori, le minacce da parte degli altri partecipanti, che si rifiutavano di gareggiare contro di loro. Fino a qualche ora fa, c’era la possibilità di partecipazione come atleti neutrali.

Diversa la situazione nel tennis, dove la Russia è stata esclusa dalla Coppa Davis e dai tornei ATP e WTA, ma gli atleti, russi e bielorussi potranno partecipare al World Tour individuale come atleti neutrali. Sochi non accoglierà la gara di Formula1. Nella pallavolo, il Mondiale previsto a Mosca e nei dintorni, invece, non si svolgerà più in terra russa. Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’hockey. Nella scherma si è dimesso l’oligarca Alisher Usmanov dalla carica di presidente. E ancora, il ciclismo, il biathlon, dove sono stati banditi gli atleti e gli sponsor russi, ecc.

La risposta del Ministero dello Sport

Intanto, dalla Russia arriva la risposta. Il ministero dello sport, infatti, stanno preparando il ricorso da presentare all’AIA. La volontà è quella di impugnare le decisioni. perchè “queste decisioni sono una discriminazione diretta basata sulla nazionalità, contraddicono i documenti normativi di queste stesse organizzazioni e sono inaccettabili nella moderna comunità sportiva”. Questo è il pensiero della Federazione pallavolistica russa.