Roma-Verona 3-0. Giallorossi in grande spolvero, è già Garcia-mania

Prendete un pizzico di fortuna, mescolate con una buona dose di talento e avrete la seconda vittoria di fila della Roma di Rudi Garcia. Aspettando gli ultimi botti di mercato, il tecnico francese sembra aver gia’ trovato gli ingredienti per la ricetta giusta e alla prima all’Olimpico la Roma bissa il successo dell’esordio: 3-0 al Verona, neopromosso come il Livorno battuto sette giorni fa.
Con Totti ringiovanito e De Rossi padrone in mezzo al campo, la formazione giallorossa offre un primo quarto d’ora di grande spettacolo ma e’ nella ripresa che mette l’Hellas al tappeto: uno sfortunato autogol di Cacciatore sblocca il risultato, le perle di Pjanic e del debuttante Ljajic fanno il resto. E lassu’, con Juve e Napoli, c’e’ pure la Roma, 5 gol segnati e nessuno subito. Non male. Maluccio invece il Verona, a cui forse e’ mancata la determinazione messa in mostra al Bentegodi col Milan. Al di la’ degli evidenti meriti giallorossi, la squadra di Mandorlini ha fatto poco per non subire. Le ultime ore di mercato condizionano le scelte di Garcia, che rispetto a Livorno lascia in panchina Borriello – dato in partenza – assieme al neo-acquisto Ljajic e manda in campo dal primo minuto Gervinho, con Totti punta centrale e Florenzi a completare il tridente. Debutto per Strootman, con De Rossi spostato al centro, mentre Mandorlini porta Romulo sulla linea di difesa e inserisce Hallfredsson in mezzo. In avanti fiducia al trio che ha affondato il Milan, con Jankovic e Martinho a supporto di Toni. In un Olimpico orfano della Curva Sud, chiusa per i cori razzisti nell’ultima gara interna dello scorso torneo, la Roma parte fortissima tanto che al 3′ Florenzi, su una splendida invenzione di De Rossi, si trova solo davanti a Rafael ma calcia malamente a lato. Ispirato Gervinho sulla destra, l’Hellas vive un brutto primo quarto d’ora: un’incornata di Castan e una gran botta di Pjanic dai 30 metri deviata in angolo creano i primi brividi, poi tocca a De Rossi mettere alla prova i riflessi di Rafael dalla lunga distanza mentre qualche minuto dopo arriva il primo sussulto gialloblu’ con Romulo. Solo quando i giallorossi calano d’intensita’ il Verona riesce a prendere fiato ma restando a distanza di sicurezza dai pali di De Sanctis, con Rafael che fa gli straordinari anche su una punizione di Totti.
Il numero 10 e’ il solito punto di riferimento in avanti anche se nel finale di tempo la squadra di Mandorlini riesce a contenere meglio le folate giallorosse. Ripresa senza cambi e a ritmi piu’ bassi, Garcia capisce presto che le invenzioni di Totti non bastano e scocca l’ora di Ljajic al posto di un Florenzi un po’ pasticcione. E tra l’11’ e il 14′ la Roma mette in ghiaccio la gara. Il vantaggio arriva grazie a un autogol: Strootman recupera palla, Totti serve sulla destra l’accorrente Maicon il cui cross, deviato da Cacciatore, finisce alle spalle di Rafael. Poi la perla di Pjanic, con una palombella deliziosa dai 25 metri che beffa il portiere brasiliano. Il Verona e’ come un pugile suonato e per tre volte (Gervinho, Maicon e Balzaretti) i giallorossi sfiorano il tris che arriva – meritatamente – al 21′, con Ljajic che piazza un destro violento da fuori. La partita di fatto finisce qui, fatta eccezione per un altro errore sotto porta di Gervinho, una traversa colpita da Hallfredsson e un salvataggio sulla linea di Strootman che strozza l’urlo di Cacia: la Curva Sud e’ vuota ma il resto dell’Olimpico ha di che cantare a squarciagola.
(AGI.IT) .

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