Road to Serie D. Angri-San Marzano al microscopio: analisi delle finaliste

Angri-San Marzano è l’ultimo atto del campionato di Eccellenza Campania, anche se parliamo di una sfida in ambito nazionale, valevole per i play-off.

Angri-San Marzano: i grigiorossi ai raggi X

Dopo anni di tentativi, l’Angri è riuscito a trovare la via per la Serie D. “Coincidenze balorde” come le ha chiamate il presidente Armando Lanzione hanno voluto che la finalissima dei play-off nazionali escludesse “a tavolino” una campana. Ebbene, dopo quattro incontri durante la stagione, i grigiorossi si ritrovano ad affrontare nuovamente il San Marzano.

Obiettivo, sempre lo stesso, vincere e approdare nel campionato interregionale. Manca, quindi, l’ultimo passo, due se si considera che la finale prevede un’andata e un ritorno. Cos’aspettarsi da questa finale?

L’Angri, squadra dal blasone importante, sta ritrovando lo splendore degli anni passati, non senza poche difficoltà. L’ultima annata è stata ottima, se non fosse stato per un format che ha punito le prime arrivate costringendole ad un triangolare taglia promozione. Da sconfitta, ma con il miglior punteggio a fine campionato, la formazione allenata da Carmine Turco si trova a dover affrontare i blaugrana di Egidio Pirozzi, che già nella scorsa stagione aveva dato segnali di crescita in Promozione.

Carmine Turco arriva dopo anni passati al Faiano, combattendo per campionati di salvezza tranquilla, con a disposizione calciatori importanti, ma anche giovani leve. Esperienza senza pressione quella a Pontecagnano, dove appunto, non c’era l’ambizione di vincere. Tutto diverso ad Angri. Il tecnico, patito del 4-3-3, non ha deluso le aspettative e con una squadra di tutt’altra categoria è riuscito a rimontare proprio il San Marzano che per mesi aveva occupato il primo posto in graduatoria.

Una squadra quasi da Serie D per il tecnico che ha potuto affidarsi ad esperti come Antonio Del Sorbo, Mario Follera, Carmine Padovano, Carmine Pagano, Alfredo Varsi, Luigi Sorrentino, Antonio Di Paola, ma anche Guido Abayan, Manuel Guillari, tra gli altri.

San Marzano sotto la lente d’ingrandimento

Gioco similare tra le due squadre, che si concentrano maggiormente sui contropiedi che sul fraseggio. Molto più offensivo, però, l’Angri e lo dimostrano i 76 gol fatti, che lo hanno reso il miglior attacco del girone C. Solo tre in più rispetto ai blaugrana, ma con una differenza di distribuzione notevole. I grigiorossi hanno nell’elenco dei marcatori 16 calciatori, con Alfredo Varsi capocannoniere con 18 marcature, subito dietro con 13 Antonio Di Paola.

Una distribuzione di gol che evidenzia come quello dell’Angri sia un gioco corale, che si poggia non solo sulla prima punta, Varsi per lo più, o Del Sorbo o Abayan, ma anche sulle ali, che puntavano sugli inserimenti tra le linee. Anche la stessa prima punta gioca di movimento e non come ariete d’area, il che permette alla squadra di non dare punti di riferimento alla difesa avversaria. Nella retroguardia, un roccioso Follera, accompagnato da Pagano. Non è da sottovalutare neanche la presenza di un esperto portiere, Sorrentino. Una scelta insolita rispetto alle altre squadre che generalmente optano per un estremo under.

Egidio Pirozzi, come Turco, è amante del 4-3-3, ma con una filosofia di gioco differente. Lo dimostrano le 30 marcature di Giuseppe Meloni pilastro dell’attacco. Sugli esterni Marotta-Camara, ex Vis Ariano. Il terzetto davanti, però, è spesso alternato con gli altri elementi della rosa a disposizione dell’ex Santa Maria. Si pensi a Liccardi, Spinola, Potenza. Un lavoro, comunque, che va a concentrarsi sul liberare e servire la prima punta sotto porta, dopo gli inserimenti in velocità dalle fasce a rientrare.

Anche per il San Marzano, il roster a disposizione non è certamente di Eccellenza, ma di categoria superiore, vantando tra le fila calciatori che hanno proprio militato nel campionato interregionale. La differenza dall’Angri resta quella del portiere. Pirozzi si affida alla giovinezza di Palladino, under.