Real Madrid. Ancelotti: “Perez come Berlusconi. Voglio la Champions”

Ronaldo, Messi, Casillas, la Champions, di tutto, di più. Carlo Ancelotti, intervenuto ai microfoni di Al Primer Toque sull’emittente Onda Cero, spazia a 360 gradi, partendo dal Pallone d’Oro che io darei a Cristiano Ronaldo. Per me ora è il miglior giocatore: è il capocannoniere sia nella Liga che nella Champions e come qualità tecnica è il più forte. Ha grande professionalità, una serietà incredibile, che è la chiave per essere a questi livelli, e si vede anche che è una persona felice. Mi è piaciuto molto anche Ibrahimovic, dicevano che fosse un giocatore complicato e invece è un vincente nato, vuole vincere tutto. Messi? Anche se è sempre fondamentale per il Barcellona, in questo momento non è al meglio. Fiducioso sulla permanenza di Xabi Alonso (il suo ritorno è stata la notizia migliore e non ci sarà bisogno di convincerlo a rinnovare perchè tutti sappiamo quanto sia importante e crediamo che la sua volontà sia quella di rimanere al Real), Ancelotti ringrazia Mourinho la cui eredità migliore è la professionalità della squadra. Non c‚Äòè alcun problema sia come lavoro che come disciplina. Caso Casillas. E’ una decisione molto complicata quando hai due portieri allo stesso livello ma ho scelto Diego Lopez per la Liga e Casillas per la Champions ‚Äì continua ‚Äì Non so se questa decisione li metta a disagio ma stanno facendo entrambi bene. Ma ho sempre dovuto prendere decisioni difficili: a Parma, al primo anno, avevo un portiere che giocava in nazionale (Bucci, ndr) e dopo cinque partite l’ho messo in panchina per far spazio a un portiere molto giovane di nome Buffon. Eppure Casillas potrebbe andare via alla riapertura del mercato. Ma io non voglio essere l’allenatore che darà la possibilità a Iker di partire, voglio essere l’allenatore che gli darà la possibilità di alzare la decima Champions. Non mi basta arrivare in semifinale ‚Äì assicura Ancelotti ‚Äì Cercheremo di vincere la coppa anche se non è facile, è la competizione più difficile. Il Real non gioca una finale dal 2002 ma solitamente, quando arriva fino in fondo, vince. Per il tecnico di Reggiolo allenare il Real è un sogno e voglio rimanere qui a lungo. Il lavoro è sempre lo stesso ma qui c‚Äòè molta più pressione. Non mi pento di essere qui, per me la pressione è adrenalina, benzina e l’unica critica che mi ha dato fastidio è quella relativa al fatto che mio figlio è venuto a lavorare nel club: non può essere per lui un problema chiamarsi Ancelotti, lavora bene e ha studiato molto. E su Florentino Perez aggiunge: assomiglia a Berlusconi: entrambi hanno cominciato a essere tifosi delle rispettive squadre sin da piccoli e alla fine sono arrivati a diventarne i presidenti. Dal punto di vista tattico, invece, ammette che manca ancora una buona organizzazione difensiva, bisogna lavorare insieme per posizionarci meglio. Siamo passati dal 4-4-2 al 4-3-3, abbiamo avuto qualche problema sulle fasce ma è una questione di sacrificio, non di qualità, e ammetto che per me è una novità avere problemi in fase difensiva, non mi era mai successo. (italpress.com)

Condividi