Rafael: “Napoli grande club. Non mi spaventa nulla, sarò titolare”

Consueta conferenza stampa di presentazione in casa Napoli. Dopo Mertens e Callejon è il turno del brasiliano Rafael, accompagnato al teatro comunale di Dimaro da un traduttore d’eccezione: il suo compagno di squadra, Bruno Uvini.
Si parte con la prima domanda, legata al suo collega di reparto nella Sele√ßao, Julio Cesar: “Mi piace Marcos, ma anche Cech. E sono i miei modelli. Non ho parlato con Julio Cesar prima di venire a Napoli”.

Rafael parla poi della sua scelta di venire a Napoli: “Ho scelto il Napoli perchè in Brasile ha visto la grandezza del Napoli. E’ uno dei primi club d’Italia e sta crescendo. Mi alleno sempre per essere il primo portiere, ma a scegliere sarà Benitez. Io non penso a questo, ma solo a lavorare”.

Altra parentesi di colore con Bruno Uvini che cambia il senso della traduzione, affermando che Rafael si è deciso a venire a Napoli perch√© c’è un grande difensore come Uvini.

Dal Santos al Napoli per il salto di qualità: “Ho lasciato un grande club ma arrivo in un club ancora più grande che lotta per vincere su più fronte. Mi sono sentito pronto per questa esperienza”.

Dopo Julio Cesar si tocca anche il tema Damiao, prima di parlare di una sua personale tecnica per parare i rigori: “Damiao è un grande attaccante, un bomber, cerca il gol ma corre, marca ed aiuta tanto la squadra. Sui rigori, mi muovo sulla linea per diminuire la visuale del rigorista”.

Piedi da brasiliano: “Mi piace giocare anche coi piedi, Benitez vuole che sia cos√¨. Sono molto reattivo”.

Napoli, il trampolino giusto per spiccare il volo anche nella Sele√ßao: “Ero ben visto al Santos, ma arrivare a Napoli mi permette di guadagnare spazio anche in nazionale. C’è più visibilità per me in Europa”.

Juve favorita? Secondo Rafael il Napoli non ha nulla da invidiare ai bianconeri: “La Juventus s’è rinforzata, ma ho conosciuto i compagni e sono forti, Benitez è molto preparato. Per me non c’è differenza”.

Ottima l’accoglienza da parte dei suoi colleghi di reparto: “Non ho parlato ancora con De Sanctis, vado d’accordo anche con Sepe e Colombo. Mi stanno aiutando tutti molto”.

23 anni ed è già volato in Europa. Per Rafael è giunto molto presto il momento di crescere: “Ho perso mia madre a 13 anni. Sono maturato in maniera veloce, sono stato in prima squadra che ero giovanissimo. Sono pronto a sostenere la pressione della piazza. Ho già giocato davanti a 100mila persone con la nazionale. Non ho paura!”

Rafael si esprime anche sul dubbio amletico del calcio: “Pelè o Maradona? Sono brasiliano, mi capirete‚Ķ.

Dal Brasile è arrivato direttamente a Dimaro, ma spera presto di vivere ed apprezzare Napoli: “Non ho conosciuto ancora la città di Napoli, ma avrò tempo di farlo”.

In Italia c’è Balotelli che detiene il record di rigori mai falliti. Rafael lancia il guanto di sfida: “Proverò a pararli. So come li tira”.

Nonostante la giovane età, Rafael si dice pronto per il ruolo di titolare: “Nuovi acquisti? L’importante è che chi arriva sarà competitivo. Sul contratto non c’è scritto chi farà il titolare. Una possibile sfida contro il Psg? Ci sono tanti campioni, e se ci fosse un rigore non ho preferenze. Può calciarli chiunque”.

Parole speciali anche per i tifosi azzurri: Non ho mai visto gente cos√¨ affettuosa e questo aspetto in partita è fondamentale. Non ho mai avuto un soprannome in Brasile, ma ci penseranno sicuro qui”.

Dal Santos al Napoli, come cambia la tipologia di allenamento: “I portieri in Brasile si allenano di più col preparatore dei portieri, invece qui in Italia ci si allena tutti insieme”.

Chiosa finale dedicata al portiere a cui si ispira: “Il numero uno dei portieri? Ce ne sono tanti, ma mi piace Neuer del Bayern Monaco”.

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