Qui Pomigliano. Testa bassa e pedalare: Akragas archiviato, ora c’è il Rende!

Welcome back – Il Pomigliano torna a casa dopo la settimana sicula e, con ovvietà di causa, lo fa col morale alle stelle. Non bastasse la vittoria di domenica scorsa griffata Jack Romano ai danni del Città di Messina, ieri è addirittura arrivata la gioia di Coppa in quel di Agrigento. “L’ Esseneto”, tana dell’Akragas, è per antonomasia uno degli stadi più duri della D ma ieri acume tattico di mister Seno, cuore, polmoni ed individualità di spicco (vedi Candrina, autore dell’assist al bacio alla new entry Esposito o Suriano, il Miccoli granata) hanno fatto la differenza: il Pomigliano è riuscito nell’impresa. Granata in semifinale di Coppa Italia di categoria, mai successo prima.

Sbronza da smaltire – Restare freddi o indifferenti dinanzi a tanto merito è, almeno per quel che ci riguarda, quasi impossibile. Ora, però, c’è il campionato ed un Rende da affrontare e, possibilmente, battere per acciuffare la zona playoff. Sarà difficile attendersi gli stessi ritmi di ieri e Seno sarà chiamato ad una vera e propria opera di rattoppo, essendo i centrali difensivi tutti indisponibili, ma col morale cos√¨ alto, tutto è possibile. Il Rende, non proprio la prima della classe, arriverà al Gobbato per il pareggio ma con sulle spalle un impegno settimanale (recupero di una gara di campionato col Città di Messina ndr), proprio come l’undici di Seno. Per intenderci, a livello di freschezza, la gara dovrebbe essere equilibrata.

Work hard, play hard – Come in ogni gara interna, il Pomi tenterà il colpaccio, che vorrebbe dire undicesimo risultato utile consecutivo in Campionato e quattordicesimo in generale, se contiamo le vittorie di Coppa con Torrecuso e Savoia ed il pareggio (circoscritto ai 90′) di ieri. Numeri da capogiro, dopo l’inquietante filotto di KO nelle prime cinque di campionato. Ma quello era un altro Pomi. Sembrano essersene resi conto anche i supporters, molto scettici (e come biasimarli) all’inizio del torneo e a dir poco entusiasti (e come biasimarli!) ad oggi. Il lavoro di staff tecnico e società verterà di sicuro sulla ricerca dell’equilibrio, ergo: in un campionato cos√¨ duro e livellato come quello di quarta serie, è facile, per qualunque addetto ai lavori, passare, in un minuto, dalla polvere all’altare e viceversa. Mister Seno lo sa e, cos√¨ come non si scompose quando gli furono “dedicati” dei murales non simpaticissimi in Città, ora preferisce tenere solo il buono di quello che un’ondata di entusiasmo del genere può apportare all’ambiente. Il diktat è sempre il medesimo: lavorare e lavorare.

Paragoni un pò ingombranti – Il Guidolin granata sta avendo ragione ma, un plauso, va anche e soprattutto al Pozzo di turno (patron Pipola, per l’appunto) capace di non esonerare il suo tecnico anche di fronte ad un inizio che definire pessimo è forse oltremodo benevolo. Il cammino è ancora lungo, ma con un piede nella Storia, di sicuro meno tortuoso. La Città tiene la mano: “Grazie ragazzi!”