Premessa: ci può stare, per qualsiasi squadra al Mondo, di perdere in casa dell’Arsenal visto ieri sera, nessun dramma. Anzi, chapeau all’avversario, dimostratosi fortissimo. Ma vedere 30′ come quelli di ieri è davvero una pugnalata al cuore (e scusate il parallelismo forse troppo pesante per una mera partita di calcio) a chi, in questo Real Naples, ci crede. Gli azzurri sono entrati in campo con la coda tra le gambe, impauriti, spaesati, senza idee e con una sorta di reverenza anche psicologica che non ha fatto altro che aumentare l’ego dei campioni in biancorosso. Ma perch√©? Quali sono i motivi?
K.O. Pipita – E’ stato il tormentone della giornata di ieri, ha tolto salute e fantasia ad ogni tifoso: Higuain gioca, Higuain non gioca? Alla fine, ahinoi, il Pipita s’è dovuto fermare, costretto addirittura alla tribuna. In campo Pandev e, nella testa di tutto l’ambiente (giocatori compresi) ritorsioni psicologiche, oltre che tecnico-tattiche. Il buon Goran s’è battuto, ma da pivot non ne ha vista praticamente una. La manovra corale offensiva, buona nel secondo tempo, si bloccava sistematicamente una volta oltrepassato il “limite” della trequarti Gunners, ad evidenziare la mancanza del bullone più importante del meccanismo d’attacco. Senza Pipita, l√¨ davanti, il Napoli è scontato, marcabile. La domanda, a questo punto, sorge spontanea: se il buon Zapata, o Duvàn che se ne voglia, non è ancora un giocatore da tali palcoscenici, perch√© mai affidargli il comunque pesante ruolo di vice-Higuain? Tanto valeva acquistare (magari girando il colombiano in prestito per farsi le ossa, onde evitare di farlo poltrire in panchina) un attaccante di maggior affidamento; magari non Jackson Martinez, ma uno alla Gila poteva fare al caso nostro. Augurandoci di un prontissimo ritorno in campo del bomber argentino, è però doveroso fare quest’appunto: la gara di ieri ha evidenziato una rosa non cos√¨ coperta in tutti i ruoli.
Lezione Wenger – Forti della fondamentale assenza, che, sia ben chiaro, non è l’unico n√© il principale motivo della debacle londinese, i Gunners hanno cambiato modulo, decidendo di inserire un uomo in più in mezzo al campo per limitare (compito riuscito alla perfezione) il filtro di Inler e rendere vano il pressing del toro Behrami. Inoltre Giroud, non un fuoriclasse ma una preziosissima boa, con le sue sponde favoriva gli inserimenti di Ramsey ed Ozil che, nell’uno contro uno, l’avevano praticamente sempre vinta. L’acume tattico del coach francese, unito alla grande vena dei suoi uomini migliori ed alla serata storta di un paio di elementi della difesa azzurra (Zuniga e soprattutto Britos) hanno fatto la differenza. Meglio il secondo tempo, per Hamsik (inesistente) e compagni, ma anche nella ripresa i Gunners sono riusciti a dare il ritmo che desideravano alla gara, arretrando il baricentro per fagocitare i fumosi attacchi azzurri e ripartire repentinamente alla volta della porta di Pepe Reina (il migliore dei nostri).
Compiti a casa – Sconfitte come quella di ieri bruciano e infervorano gli animi, ma chi ha il compito di usare in primis il cervello, alias Don Rafè, non può che prendere i segnali lasciati dal campo e renderli surplus per l’esperienza dei suoi. E allora mai partire per non prenderle, siamo il Real Naples, mai scegliere di non giocare, abbiamo una difesa mediocre ed una fase difensiva votata a tramutarsi in offensiva, in poche parole, la giusta mentalità è quella di non snaturarsi, anche se difronte hai l’Arsenal di Ozil, D’altronde contro i campioni, prima o poi le prendi ed, essendo il Napoli una squadra di campioni, il discorso vale pure all’inverso. Che ci sia di lezione, mai dimenticare chi siamo.



