Qui Napoli. Bilanci e prospetti al giro di boa: che numeri!

E’ tempo di bilanci in casa Napoli. E allora mano a taccuini, statistiche e classifiche del caso. Grazie alla vittoria a casa della “z…la” Giulietta (per usare un simpatico eufemismo rigorosamente made in Naples) gli azzurri di Benitez arrivano al giro di boa con la bellezza di 42 punti. Due in meno della sorpresa Roma e a ben 10 lunghezze dalla Juventus schiacciasassi che, se continuasse di questo passo, riuscirebbe ad abbattere ogni qualsivoglia record della storia dei campionati a 20 squadre. Il Napoli è terzo e forse a qualcuno la cosa non va giù, ma prima di parlare di un campionato non all’altezza di Higuain e compagni bisognerebbe guardare un (bel) po’ ai numeri e fare chapeau, oltre che alla banda Conte, ad una Roma capace di infilare, nelle prime dieci di campionato, altrettante vittorie. Ma se la Juve fa quasi storia a s√©, i giallorossi sono ampiamente alla portata degli azzurri e, facendo voli pindarici e previsioni, finire secondi nell’anno dei record della Vecchia Signora non è poi malaccio.

Per tutti i nostalgici della difesa a 5 e di Cavani tuttofare, bisogna ricordare che, nonostante la faticaccia Champions (dove 12 punti raccolti nel girone rappresentano un altro record della storia azzurra), il Napoli ha racimolato ben 5 punti in più dello scorso anno, dove si arrivò s√¨ terzi al giro di boa, ma con 37 punti, 7 in meno della Juve capolista ma forse ancora “terrestre”. Come a dire: se si guarda in casa propria, non ci si può rimproverare nulla, ma se i primi della classe fanno i marziani, allora buona pace e pedalare. Sempre per restare in tema numeri, bisogna annotare che, pur con la partenza di Sua Maestà Cavani, si è segnato 3 gol in più dello scorso anno, anche se le reti incassate sono 20 al cospetto delle 18 della stessa stagione. Ma forse, per un parallelismo più acuto, bisognerebbe fare i paragoni con l’ultima stagione in cui l’allora banda-Mazzarri è stata impegnata in Champions. E allora le differenze si fanno ancora più corpose. Le fatiche europee costarono infatti al Napoli di fine gennaio 2012 la miseria della settima piazza in classifica, frutto degli appena 29 (!) punti raccolti nelle prime 19 gare. I gol fatti, allora furono 34 ed i subiti 21. E c’è chi ancora dice che Benitez e compagnia cantante stiano facendo un lavoro “normale”.

Con un mercato di riparazione all’altezza, il Napoli può cimentarsi nella rincorsa alla Roma (che pare già alla sua portata) e alla full-immersion negli altri due obiettivi stagionali: coppa Italia ed Europa League (con finale proprio a Torino, Juventus Stadium). Credere nello scudetto, a meno di clamorosi e al quanto utopici svarioni della banda-Conte pare quasi follia, e poi è risaputo che il mercato invernale non offre il meglio in quanto a scelta. L’oculatezza degli investimenti, unita ai visibili miglioramenti del gruppo e ad un mercato estivo di prima fascia, può però inserire il Napoli in una lotta al vertice lungimirante. Con un difensore, un mediano ed un vice-Higuain all’altezza, più un parco di buone pedine di prima fascia (per intenderci 4-5 acquisti tra gennaio e giugno) si può diventare, se non marziani, comunque di un altro pianeta. Napoli ha da attendere, anche se si sa che la pazienza non è mai stata tra le armi migliori del popolo della Dea Partenope.