Con vittoria di misura contro il Barano, la Puteolana 1902 continua il suo viaggio di rinascita in Eccellenza. A decidere è stato il gol di Vincenzo Liccardi nel secondo tempo. Se, però, la Puteolana ha avuto l’occasione di giocarsi ancora qualcosa in questa categoria lo deve ad un giocatore particolare, Roberto Guadagnuolo.
Capitano da due anni per la Puteolana 1902 rinata con Carmine Franco, in quest’annata si è dovuto rimboccare le maniche non solo in campo, ma anche fuori per cercare di salvare la squadra dallo sfacelo. Con l’addio dell’ex patron napoletano, infatti, il titolo sportivo sportivo era rimasto in mano a Danilo Leone: “A dicembre ho dovuto combattere con il male più grande della Puteolana -confessa Gudagnuolo ai nostri microfoni- Finchè c’è stato Franco ho avuto anche un doppio ruolo, ma con la nuova società mi sono messo da parte e ho pensato solo al campo. A dicembre, però, ho dovuto combattere da solo forse la battaglia più difficile. Ho strappato il titolo dalle mani di Leone, in un certo senso riparando al mio errore di averlo avvicinato alla Puteolana. Non potevo immaginare che sarebbe stata quasi la fine. Se non mi fossi messo in messo sicuramente la società non ci sarebbe più stata. In tre giorni ha svincolato quindici calciatori. Era rimasto solo lo scheletro della squadra. Gliel’ho strappata via con la forza. Credo che sono il solo calciatore ad aver fatto una cosa del genere, tra l’altro ero rimasto solo, perchè gli altri erano tutti scappati”.
Nella scorsa domenica con la vittoria dei play-out la tifoseria ha salutato la stagione granata con una vittoria, ripartendo dalla certezza del primo campionato regionale: “Per come si erano messe le cose credo che i play-out era l’unica via. Se ci fossero state, comunque, altre partite probabilmente ci saremmo salvati direttamente senza play-out. Purtroppo a dicembre c’è stata una vera e propria rivoluzione, sono andati via tanti calciatori e ci abbiamo messo un po’ a compattare il gruppo. A questo aggiungici anche gli infortuni, io sono stato fuori due mesi e mezzo, ma non sono stato l’unico”.
Guadagnuolo, però, dal punto di vista tecnico fa anche un bilancio: “Eravamo partiti per fare un campionato all’altezza del blasone della Puteolana, avevamo una buona squadra, ma poi ci sono stati vari problemi e si è sfasciato tutto. Con l’addio di Franco è finita un’era. A dicembre come ho già detto c’è stata una rivoluzione ma alla fine ne siamo venuti fuori grazie a questa nuova giovane società”.
In quanto al futuro: “La Puteolana ripartirà ma non mi sento all’altezza di questa squadra. La puteolana merita un calciatore forte, giovane non a fine carriera. Quest’anno con gli infortuni ho capito che non posso più dare quello che vorrei. Non sono più un calciatore da Puteolana, in questi due anni ho dato tutto, ci siamo dati tutto. Io voglio il bene di questa maglia, di questi colori, quindi è giunto il momento di cambiare squadra”.
Parole dal sapore di addio, o quanto meno arrivederci da parte del capitano granata: “Non mi ritiro ancora, non mi sento pronto a farlo, ma non posso giocare a certi livelli. Quindi troverò un’altra squadra per divertirmi. Per quanto riguarda un eventuale ruolo dirigenziale, beh non lo so. Non si può mai dire mai, ma al momento ho la certezza di aver fatto tutto per la maglia, l’ho messa sempre al primo posto e questo l’hanno capito pian piano tutti. Io ho amato e amo questa squadra e non mi pento di quello che ho fatto per salvarla”.
Prima degli addii il più grande rimpianto di Guadagnuolo: “La finale play-off dello scorso anno. Non ci hanno dato un rigore su Conte, ma in quell’occasione non arrivammo al massimo della condizione fisica e mentale, altrimenti credo che saremmo potuti essere superiori all’Afragolese”.
In quanto ai ricordi: “Ciò che mi porterò sempre nel cuore sarà la doppietta contro il Giugliano, quando pareggiammo al Conte. Non credo che possa capitare tutti i giorni. Questo oltre alla partita di domenica, dopo il fischio finale mi hanno fatto una standing ovation mentre piangevo. Ho ritrovato tutti al mio fianco. Capisco e capivo già allora la diffidenza di chi pensava che non avrei potuto fare molto per salvare la Puteolana, ma alla fine un semplice calciatore ha strappato il titolo dalle mani del male e non l’ho fatto per soldi ma solo per la Puteolana. L’hanno capito e ora sono tutti con me, questa è la mia più grande vittoria”.
Cristina Mariano
Ph Credit Gino Conte




