Fra tre settimane a Dubrovnik, in Croazia, in occasione del Congresso dell’Uefa, Michel Platini sciogliera’ le riserve e decidera’ se candidarsi alla successione di Joseph Blatter alla guida della Fifa. Sto riflettendo se sia un bene o un male ‚Äì spiega ‚ÄòLe Roi’ a ‚ÄòL’Equipe’ ‚Äì Devo convincermi, come mi sono convinto ad accettare la presidenza dell’Uefa, che ho voglia di andare alla Fifa. L’Uefa e la Fifa non sono lo stesso mondo. Devo convincermi che e’ quello il mio destino. Le elezioni sono previste nel 2015 e Blatter non ha mai mostrato intenzione di abbandonare il suo incarico: Ha detto che sono il suo sostituto naturale ‚Äì aggiunge Platini -. Ma non c’e’ alcun accordo tra di noi, anche se vero che ad oggi sono legittimato ad andare alla Fifa. Prima di lasciare eventualmente la Federcalcio europea, Platini auspica due cose: moralizzare il mercato dei trasferimenti e mettere in moto il fair-play finanziario. Siamo tornati a 50 anni fa ‚Äì sottolinea -. Adesso i giocatori non appartengono piu’ ai club, ma a delle societa’ finanziarie e anche a singoli individui. Oggi il calciatore e’ diventato un ragazzo che va trasferito perche’ dietro ci sono le commissioni. Il calciatore e’ diventato un prodotto e questo non mi piace per nulla. (ITALPRESS).
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