ISOLA DI PROCIDA-PORTICI 3-2
ISOLA DI PROCIDA (4-3-3): Bardet; Spadera, Russo, Micallo, Menna; Muro, Gaveglia (dal 62‚Ä≤ Russo), Caiazzo A. (dal 60‚Ä≤ Ammendola); Cibelli (dal 76‚Ä≤ Marfella), Dodò, Fragiello. A disp. Scotto, Piro, Caiazzo P., Costagliola. All. Cibelli.
PORTICI 1906 (4-3-3): Amato; Visone (dal 47′ Valente), Alterio, Fiorillo, Novelli; Avolio (dal 72′ Di Ruocco), Olivieri, Basso; Sardo, Rima, Ioio. A disp. Menna, Ragosta, Veneruso, Ineguale, Magaddino. All. Borrelli.
ARBITRO: Masciale di Molfetta. Primo Assistente: Cesarano di Castellammare di Stabia. Secondo Assistente: Marchese di Napoli.
RETI: 34′ Sardo (P), 39′ Cibelli (I), 41′ Fiorillo (P), 66′ Menna (I), 81′ Fragiello (I).
NOTE. Ammoniti: Visone, Fiorillo, Sardo (P); Russo, Menna, Cibelli (I). Recupero: 1′ pt, 5′ st.
Ci sono partite difficili da commentare, quella giocata in casa dell’Isola di Procida è una di queste. Dopo un primo tempo in cui si è visto un grande Portici che conduceva meritatamente la partita, nella ripresa due episodi hanno steso gli azzurri. Cos√¨ è arrivata la prima sconfitta stagionale, dopo più di quattro mesi, ma beffarda per come è maturata. Ci sono annate in cui alcune squadre si rivelano delle autentiche bestie nere, dopo la Virtus Volla, ora anche l’Isola di Procida. La partita d’andata fu clamorosa, il pallone proprio non volle entrare dopo 90‚Ä≤ di trincea per gli isolani, allo Spinetti se un tiro cross entra in porta e il nostro portiere, sontuoso sino a questo punto della stagione, paga ad prezzo salatissimo una incertezza, allora significa che è scritto che con alcune avversarie proprio non devi vincere. Si sapeva che sarebbe stata una partita tosta e tale si è rivelata, purtroppo, va messo il numero uno alla casella sconfitte ma, in questi casi, si impara dagli errori commessi, ci si rialza immediatamente e si riprende il cammino. Ogni squadra può avere una battuta d’arresto ma ciò che differenzia chi ha carattere rispetto a chi non ce l’ha è la voglia di archiviare subito la caduta per risollevarsi. Del resto, non è forte chi non cade ma chi, dopo una caduta, trova subito la forza di rialzarsi. Ora andiamo a rivivere le fasi della gara in terra procidana.
Si gioca subito a ritmi elevati, i padroni di casa provano subito a rendersi pericolosi con Micallo che anticipa tutti in area su uno spiovente giunto da calcio piazzato, ma la palla si spegne sul fondo. Il Portici risponde subito con un bel tiro di Sardo su cui si distende Bardet allontanando il pericolo. La gara è molto equilibrata e tattica, sicuramente gradevole da vedere e si ha la sensazione che da un momento all’altro qualcosa possa accedere. Quando le lancette indicano il 31‚Ä≤, Olivieri la mette in area su un calcio da fermo, Rima svetta in area e la colpisce di testa con la sfera che termina alta. Il Portici inizia a crederci e insiste con azioni propositive e, al 34‚Ä≤, Rima semina il panico sulla corsia di destra lasciando partire un bel cross rasoterra che, con un tacco delizioso, Sardo capitalizza in rete. Azzurri in vantaggio ed esplodono i cinquanta sostenitori porticesi presenti allo Spinetti. Neanche il tempo di realizzare che, al 39‚Ä≤, si commette l’errore di giochicchiare ai limiti della propria area di rigore e, persa palla ingenuamente, la linea difensiva ospite si lascia sorprendere da Cibelli che si inserisce da dietro e batte Amato. Ma la reazione degli uomini di mister Borrelli è rabbiosa: sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Sardo, ci mette lo zampino Fiorillo e firma il nuovo vantaggio. Prima dell’intervallo, l’Isola di Procida sbanda e Avolio sfiora il tris con un tiro in area su cui Bardet compie un intervento prodigioso. Si conclude il primo tempo con il Portici meritatamente avanti per aver cercato il gol con maggiore caparbietà, anche dopo averlo subito per una propria leggerezza.
Nella ripresa, è una gara decisamente più maschia rispetto alla prima frazione, il Portici perde quella spinta propulsiva giocando più per non prenderle. I pericoli maggiori arrivano dalla corsia di destra dove Cibelli si rende sempre molto insidioso anche grazie alle sovrapposizioni di Menna, su una delle quali nasce il gol del pari. Al 66‚Ä≤, Menna riceve palla e lascia partire un tiro cross che Amato battezza fuori ma la palla si stampa sul palo interno e si insacca tra la sorpresa di tutti. 2-2 e tutto da rifare per il Portici. Gli azzurri sfiorano il nuovo vantaggio al 71‚Ä≤ quando Bardet si oppone con il fisico su un tiro ravvicinato di Ioio e, sulla respinta, Avolio calcia alto. √à una buona occasione non sfruttata e, come spesso capita, quando non hai la cattiveria calcistica sotto porta, puoi anche capitolare. La situazione precipita all’81’: su un tiro senza pretese, la palla sfugge tra le mani di Amato e si avventa l’accorrente Fragiello che giustizia gli azzurri. Nel quarto d’ora finale, compresi i cinque minuti di recupero, c’è troppa frenesia e manca la lucidità per poter imbastire azioni degne di nota. Il Portici lotta con molta generosità ma si commettono anche troppi errori e non c’è verso di evitare il primo ko stagionale.
Un harakiri del Portici che paga oltremodo due episodi sfortunati ma stavolta c’è da recitare un mea culpa. Era una gara che si poteva archiviare ma ci sono periodi in cui gira tutto male e basta una lieve distrazione per essere castigati. A Procida è stato un Portici un po’ dr Jeckyll e mr Hyde, determinato e compatto nel primo tempo, un po’ confusionario nella ripresa e per la definitiva maturazione serve anche una maggiore cattiveria negli ultimi metri.
Se il Portici nelle ultime settimane ha raccolto un magro bottino, sicuramente non è esente da responsabilità, ma è anche vero che quando ti gira male non c’è niente da fare, bisogna solo aspettare che il periodo passi in fretta. Riepiloghiamo come sono andati i fatti: una squadra che gioca 90‚Ä≤ a difendere la propria porta, prima o poi il gol lo subisce, ma lo Stasia, nell’ultima gara d’andata, si è salvato in casa del Portici pur in apnea perenne. Va be’, ci possono stare quelle partite in cui puoi giocare anche contro una scuola calcio ma non riesci a segnare. Contro la Sessana, andata della semifinale di coppa Italia, il Portici era in vantaggio di due gol contro una squadra ormai sulle gambe ma che al 94‚Ä≤ si è vista assegnare un rigore che le ha ridato vigore per il ritorno. Contro la Virtus Volla, pur non giocando in modo trascendentale, si stava portando a casa una bella vittoria prima che, a dieci minuti dalla fine, si regalasse un rigore agli avversari. A Procida, poi, si è avuta la conferma di come sia un periodo nero: un tiro cross, anche sbagliato, che si insacca in rete e una incertezza di Amato (può capitare anche ad uno dei migliori portieri dell’Eccellenza) che è stato un invito a nozze per Fragiello.
Allo Spinetti è arrivato il primo ko stagionale, ma nella maniera peggiore perch√© non meritato. Il primo tempo è stato giocato molto bene dagli uomini di mister Borrelli che, dopo primi venti minuti di studio, hanno macinato gioco fino a passare in vantaggio con una bellissima azione di Rima dalla destra sul cui rasoterra al centro, Sardo, di tacco, l’ha messa dentro. Poi dopo pochi minuti si è subito il pari per aver cincischiato e gigioneggiato troppo ai limiti dell’area di rigore quando bisognava spazzarla lunga, la difesa si è fatta sorprendere dall’inserimento da dietro di Cibelli che, servito in profondità, ha rilevato il servizio e segnato. Verso lo scadere della prima frazione, ci ha pensato Fiorillo ad anticipare tutti su un angolo battuto da Sardo e a riportare gli azzurri avanti. Nella ripresa, poi, si sono registrati gli episodi che hanno determinato il flop in terra isolana, ma ogni processo sarebbe fuori luogo. Alla fine della gara, i cinquanta porticesi hanno applaudito la squadra che, in settimana, non dovrà farsi trovare impreparata all’appuntamento più importante della stagione, dove è in palio la finale di coppa Italia.
Sarebbe disonesto intellettualmente negare la flessione del Portici che deve riacquistare la brillantezza di un mese fa. Nelle ultime tre partite di campionato, sono stati conquistati due punti in virtù dei pareggi casalinghi contro squadre in lotta per la retrocessione, con una che sembra ormai condannata come lo Stasia. Si potrebbe dire che sia un problema realizzativo ma, considerando anche la partita contro la Sessana, nelle ultime tre sono stati messi a segno cinque gol, non una media impressionante ma più che positiva. √à vero che si deve migliorare nella fase di finalizzazione, si concretizza poco rispetto a quanto si crei e, se non si lavora adeguatamente, questo può diventare un limite nel lungo periodo. Occorre maggiore cattiveria e quella fame che ti porta a gettare il cuore oltre l’ostacolo e lo si dovrà gettare mercoled√¨, in quella che sarà una autentica battaglia. E poi il fatto che si festeggino le nostre sconfitte, significa che siamo diventati una squadra scomoda, il Portici non è partito per vincere il campionato, c’è chi ha investito tanti soldi per farlo a stretto giro di posta, e quindi se finisse cos√¨, la classifica sorriderebbe agli azzurri che avrebbero rispettato i patti iniziali, anzi, andando ben oltre.
Bisogna prendere atto che il periodo è complicato, e ci sta nell’arco di un anno intero, dissimulare alcuni aspetti sotto una coltre di reticenza, soprattutto se si tratta di aspetti negativi, sarebbe un abbandono al cupio dissolvi. Il primo stop fa sempre male, ma prima o poi doveva arrivare, forse è meglio che sia arrivato prima di una gara importantissima come il ritorno della semifinale di coppa Italia. Perch√© chi ha personalità, lo dimostra in questi casi, ci si appresta a vivere una settimana decisiva, che potrebbe cancellare in un solo colpo gli ultimi scialbi risultati e aprire orizzonti di gloria. Questo è il momento in cui non bisogna mollare di un centimetro, il segreto sta sempre nell’applicazione, nella dedizione al lavoro, se si fa tesoro degli errori commessi, una sconfitta può fungere anche da trampolino di lancio.
Ufficio Stampa A.S.D. Portici 1906 – Maurizio Longhi




