Pomigliano. Seno apre ai tifosi: “Non mollo e cerco il dialogo. Dico tutto”

Dire che il momento non è dei migliori, in barba ai risultati perseguiti fino ad oggi, sarebbe oltremodo ottimista. Il Pomigliano è fanalino di coda del Girone I, con un inequivocabile “0” alla voce punti dopo 5 match giocati: peggio di cos√¨, non poteva proprio andare. Il timoniere dei granata, però, nonostante le pressioni di un tifo “esigente e ben abituato” (a detta dello stesso Seno), non vuole gettare la spugna. Farlo ora, senza prima dare una scossa ai suoi, vorrebbe dire arrendersi, darsi per vinto. Abbiamo incontrato il “timoniere” in questione, mister Biagio Seno, persona per bene e, come i tifosi che gli chiedono di prendere il nulla osta, amante della maglia granata. Ecco le sue dichiarazioni ai nostri microfoni:

Mister, momento a dir poco negativo sia dal punto di vista dei risultati che dell’ambiente, come sta lavorando per non far sentire eccessivamente la pressione ai suoi?

Non possiamo per nulla nasconderci, il momento è quello che è. La squadra, logicamente, sta risentendo di questa cosa, tante sconfitte consecutive infervorano il morale dei tifosi ma anche il nostro subisce grandi picchi negativi. Dobbiamo reagire, darci una mossa, farlo per orgoglio.

– Che si sente di dire ai suoi ragazzi?

Di continuare a dare il massimo, fino ad ora non ci è girato nulla per il verso giusto ma questo trend deve invertirsi ed anche noi dobbiamo fare il nostro in questo senso. Lavorare, lavorare, lavorare e la domenica scendere in campo col giusto piglio: solo cos√¨ potremo risalire da questa fossa.

– Per molti supporter i capri espiatori di questo tragic moment granata siete proprio lei e patron Pipola. Cosa si sente di dire ai tifosi?

I tifosi amano questi colori ed hanno ragione a storcere il naso dopo un filotto del genere di risultati negativi. Non cerco attenuanti e anzi colgo l’occasione per un appello: mi piacerebbe avere un tèt a tèt con una loro rappresentanza per potermici rapportare con molta serenità. Per quanto concerne patron Pipola, poi, il discorso è che se il Pomigliano va male lui è il primo a soffrirne, in quanto è a sua volta un accanito tifoso. Ama i colori di questa maglia e questa Città, altrimenti non avrebbe investito soldi e salute in questo progetto. E’ vero, il tifoso pomiglianese ha palato molto fine, è abituato a lottare per il vertice ed a vedere scendere in campo giocatori fuori categoria, ma il nostro progetto mette basi lungimiranti e prima di ritornare a quei livelli bisogna perseguire degli step. Non abbiamo programmato la singola stagione, ma il futuro, reclutando giovani interessanti per il settore giovanile che, un domani non cos√¨ lontano, potranno essere utilissimi alla causa, essendo “under” fatti in casa. E’ da maggio che lavoriamo a questo progetto, non possiamo mollare proprio ora, dobbiamo quantomeno sovvertire il trend.

– E’ vero, sta lavorando da maggio ma, paradossalmente, dalla trasferta di Torrecuso è dovuto ripartire quasi da 0.

Quello è il punto più basso della stagione. Dopo Torrecuso abbiamo perso lo zoccolo duro del Pomigliano che avevamo progettato sin dall’estate, degli elementi molto importanti per il mio credo tecnico-tattico. Per fortuna abbiamo recuperato Panico, ma altri due giocatori importanti come La Cava e Follera sono andati via e De Rosa tornerà ad essere disponibile solo domenica dopo tre giornate di squalifica. Quel match maledetto ci ha molto condizionati da un punto di vista psicologico e rallentati nelle operazioni di assemblaggio della squadra, ma non vogliamo attenuanti: dobbiamo dimostrare di essere uomini veri.

– In compenso, però, Pipola ha continuato ad investire sul mercato, portando in granata diversi svincolati.

E non possiamo far altro che ringraziarlo per l’ennesima dimostrazione di amore verso il Pomigliano. Dal mercato molto particolare degli svincolati sono arrivati elementi che possono rivelarsi molto importanti per il nostro prosieguo di stagione. Mi riferisco a Felice Rea, grande giocatore per la categoria e soprattutto ragazzo fondamentale dal punto di vista mentale per come riesce, dall’interno, a tenere coeso il gruppo; a Di Finizio, un under che può servirci e come ed ai tre ultimi arrivati Nicolas Pesce, un centrocampista classe ’93 di scuola Napoli, Domenico Suriano, seconda punta proveniente dal Milazzo e Fabio Oretti, che già lavora con noi da qualche giorno.

– Manca ancora qualcosa?

Una prima punta, chiederò un ulteriore sforzo al presidente. Ci servono più alternative offensive.

– Con tutti questi volti nuovi, la rosa si fa molto lunga. Qualcuno saluterà il Gobbato?

Fino a domenica sera non voglio pensarci. Dobbiamo concentrarci solo sulla difficile sfida con l’Agropoli, tutto il resto viene dopo.

– Proverà il trequartista? Oretti partirà dal primo minuto?

E’ tra le varie ipotesi. Purtroppo non mi è mai stato possibile usare il 4-4-2 con gli esterni alti come era nei programmi estivi: squalifiche, infortuni e problemi interni al gruppo non me l’hanno mai permesso. E allora provo ad inventarmi qualcosa, anche per dare una svolta. Per quanto riguarda Oretti è possibile possa avere subito una chance.

Che sia la volta buona, auguri mister.