Polisportiva San Giuseppe. Il bilancio del tecnico Di Martino: “Rosa definita. Mercato chiuso? Potrebbero esserci sorprese”

Il conto alla rovescia è già cominciato. Il prossimo 2 settembre la Polisportiva San Giuseppe comincerà a lavorare agli ordini di mister Di Martino per prepararsi in vista del prossimo campionato regionale di Promozione.

Definita la rosa, tra rinnovi e nuovi arrivi, durante la lunga finestra di mercato, è proprio il tecnico dei vesuviani a tracciare un bilancio – seppur parziale – del lavoro svolto dal club in sede di campagna acquisti: “Rosa definita già da un po’, l’idea condivisa coi vertici societari era quella di confermare in blocco il gruppo che aveva regalato grosse soddisfazioni nella seconda parte di campionato. Obiettivo centrato ampiamente senza contare l’inserimento di altre due pedine giovani e promettenti, mi riferisco a Dolgetta e Casillo, che sono sicuro potranno esprimersi al meglio nella nostra squadra. Mercato chiuso? Da qui in avanti potrebbe esserci ancora qualche sorpresa, siamo alla ricerca di qualche innesto che possa offrirci più soluzioni tattiche, magari da sfruttare anche a gara in corso”.

Preparazione ormai alle porte, nonostante l’ombra del Covid: “E’ un argomento delicato. Si naviga a vista in termini di contagi ma il club non si farà cogliere impreparato. Anzi, prima di poter riallacciare gli scarpini, sono già stati disposti gli esami sierologici per tutti i calciatori, dirigenti e staff tecnico, nel rispetto dei protocolli di prevenzione. Credo che in un momento così difficile, tutte le società, soprattutto dall’Eccellenza in giù, debbano prendere a cuore e seguire alla lettera i protocolli anche perchè facciamo parte di quelle categorie meno tutelate sotto questo aspetto. Noi come Polisportiva San Giuseppe cercheremo sempre di lavorare con la dovuta cautela e credo che tutti dovrebbero fare come noi. Non sono sicuro che questo campionato cominci come previsto, ci spero però vivamente perchè i nostri ragazzi hanno bisogno di giocare per riprendersi la loro vita, le loro abitudini. C’è bisogno però di coesione ed unità d’intenti da parte di tutti: società, tesserati e federazione”.