Parma-Napoli. Liverani: “Gara complicata, ma vogliamo iniziare bene”

Mister Fabio Liverani presenta così Parma-Napoli, prima partita del campionato Serie A Tim 2020-2021, che si giocherà domani alle 12.30 allo Stadio ”Ennio Tardini”: “E’ una settimana un po’ atipica ma la squadra ha lavorato bene. Sappiamo le difficoltà che possiamo incontrare domani contro il Napoli, una squadra che – in Italia sicuramente e probabilmente anche in Europa – penso che sia l’unica squadra ad aver fatto un investimento di 80-90 milioni di euro. Mantenendo quasi totalmente la rosa che ha vinto la Coppa Italia ed è arrivata tra le prime sei. Vuol dire che, come ostacolo per la partenza del campionato, oltre alla differenza di qualità tecniche c’è anche tutto il resto che fa diventare un po’ più grande questo ostacolo. Ho visto però cose positive: la squadra lavora, stanno bene insieme, hanno voglia. Quello che ho detto ai ragazzi e lo ripeterò domani è di fare una partita e vedere a che punto siamo. E’ evidente che il tempo è stato poco, la squadra è in costruzione, c’è stato un cambio di proprietà. Siamo ancora in fase di costruzione in tutti i sensi e la cosa importante è vedere a che punto siamo con questo match importante“.

“Gervinho non ci sarà, questa è la certezza. Gli altri attaccanti sono tutti a disposizione: ci sono cinque cambi, c’è la condizione fisica. Si prepara un tipo di partita all’inizio per poi cambiarla se si vince, si perde o si pareggia. Con lo staff programmiamo un certo tipo di partita e come poterla cambiare in caso di difficoltà. Domani poi valuteremo come giocare, se giocare con due punte o una sola. Devo fare ancora qualche valutazione. Karamoh? Ha le stesse probabilità di giocare che hanno gli altri attaccanti. Devo capire se è un calciatore da utilizzare dall’inizio, da utilizzare a partita in corso, quanto minutaggio ha. Gli attaccanti che abbiamo possono giocare tutti insieme. E’ chiaro che quando giocano insieme due prime punte come Inglese e Cornelius gli altri devono avere, specialmente i centrocampisti, un altro approccio alla partita e la squadra si deve adattare alle qualità dei propri compagni. Inglese è un attaccante, secondo me, che quando è nella condizione ottimale spazia secondo me su tutto il fronte d’attacco mentre Andreas è un attaccante più d’area di rigore. Ma credo che tutti gli attaccanti possano giocare insieme. Gli allenamenti sono stati pochi. Se ci mettiamo anche le nazionali ancora di mano e se ci mettiamo qualche intoppo di natura fisica o di fatica di qualche calciatore, nella totalità della rosa penso che non abbiamo fatto più di 4-5 allenamenti insieme. Questa settimana però i ragazzi disponibili li ho visti lavorare bene, con grande entusiasmo e grande voglia. Sono convinto che a prescindere dai numeri, dagli attaccanti e tutto il resto, i ragazzi faranno una partita di sostanza“.

Questa mattina il Presidente Kyle Krause ha incontrato la squadra: “Io credo che la cosa più importante sia stata la definizione, perché i dubbi possono creare pensieri e i dubbi portano ancora più dubbi. Credo che sia stata una presentazione in stile giusto, che prosegue il progetto di una proprietà che ha fatto un percorso importante, che ha illustrato ciò che era il percorso per il Parma  Ho trovato una persona con grande entusiasmo e grande voglia di fare e di fare insieme alla vecchia proprietà, essere trainante per tutti quanti. Ad oggi abbiamo fatto le presentazioni, poi ci sarà da lavorare perché il tempo stringe e questo cambio di proprietà è arrivato in un momento in cui mancano quindici giorni alla fine del mercato. Mi auguro che questo mercato e questi quindici giorni vadano velocissimi per poi chiudere: chi c’è c’è, chi non c’è resta dov’è“.

Domani al ”Tardini” arriverà il Napoli. Peserà l’assenza di Allan? “Non so, Allan già lo scorso anno ha giocato poco. La squadra ha avuto grande equilibrio, perché è una squadra organizzata, difende bene, abbassa molto gli esterni con Insigne e Callejon che in tante partite hanno fatto i quinti. E’ una squadra che concede poco e riparte molto bene, bisognerà avere grande attenzione nel giocare ma non prestare il fianco alle loro ripartenze e alle loro transizioni. E’ una partita da prendere con le molle, con grande attenzione, sapendo che nei 90′ soffriremo ma sapendo anche che qualche minuto di sofferenza vorremmo darlo anche a loro. Cosa cambia tra Mertens e Osimhen? Intanto, visto che è un amico, Gattuso ha un buon dubbio e aggiungerei anche Petagna – ride – Noi come squadra in questi giorni abbiamo lavorato su tutte le possibilità che può mettere davanti, ci adeguiamo alle caratteristiche dei calciatori. E’ evidente che Osimhen con 40-50 metri alle spalle può creare grandissime difficoltà mentre Mertens, se lo porti a 18-20 metri dalla tua porta, può essere ancora più devastante. Con entrambi va fatto un certo tipo di lavoro, non solo della linea difensiva ma anche del centrocampo che deve essere da filtro e supporto e pure dai tre che possono giocare davanti“.

Quale aspetto è migliorato in questi quindici giorni, dopo la gara con l’Empoli? “Quella partita era prevedibile per noi. Credo che la squadra sia cresciuta in certezze, in voglia di fare ciò che è stato proposto e anche la ricerca di un certo tipo di gioco mantenendo gli equilibri. Dobbiamo cercare di mettere delle cose nuove non perdendo il vecchio, perché sono state fatte cose buone, cercando di avere qualche soluzione di gioco in più, di costruzione, e provare a fare qualche partita in più nella metà campo avversaria. Questo non vuol dire che non ci saranno partite in cui lavoreremo nella nostra metà campo per poi attaccare anche gli altri. Credo che la cosa migliore, che arriverà con il tempo, sia una squadra che riesca a leggere i momenti delle partite che sono tutte differenti”.

Che equilibri si aspetta in questo campionato? “La variabilità è molto ampia. Le squadre che sono arrivate sotto nella scorsa stagione stanno cercando di colmare il gap con il mercato. Il Torino penso stia facendo un buon mercato, la Sampdoria anche. Noi ad oggi stiamo mantenendo, più o meno, la rosa. Questa squadra perde lì davanti Kulusevski e Caprari che lo scorso anno hanno fatto 14-15 gol in due. Dobbiamo migliorare la squadra, completarla, per far sì che il 5 ottobre, alla chiusura del mercato, si abbiano 22-23 calciatori di livello, tra giovani con investimenti di prospettiva e l’ossatura di squadra con i giocatori importanti che sono rimasti, affinché possano essere da traino per i giovani importanti i quali però avranno bisogno di tempo per inserirsi piano piano. Trequartista? Non faccio dei ruoli, do caratteristiche per il completamento dei reparti. Per come abbiamo giocato, Kucka è uno di questi, Siligardi pure, Hernani può crescere in quel ruolo: è evidente che quando gioca uno di questi tre va coordinato con gli altri tre centrocampisti. Il trequartista può essere un ruolo chiave ma dipende poi dagli altri tre centrocampisti quanto sono bravi a mettere in condizione di potersi esprimere. E’ tutto una coralità di reparti. Io do delle caratteristiche al Direttore Sportivo, le condividiamo, per far sì che i calciatori possano essere utili e importanti in qualsiasi momento della partita“.

Quanto sente già sua questa squadra? “Siamo ancora in percentuale bassina ma è altissima la voglia e l’impegno che vedo durante gli allenamenti da parte dei ragazzi e quello mi dà tantissima fiducia“.

C’è un aneddoto con Gattuso? “Abbiamo passato sui campi e fuori tante cose insieme. Ci siamo sentiti spesso ed entrambi abbiamo pagato la cena, la stessa sera, alle nostre squadre. Diciamo che ci hanno messo in mezzo – prosegue sorridendo – Speriamo che sia di buon auspicio per entrambi. Essere gruppo è molto importante, è un valore molto alto in uno sport di gruppo. Chi ha un gruppo forte, unito, che ha voglia di togliersi delle soddisfazioni mettendo il noi davanti all’io, abbia grandi possibilità di fare bene. Nella mia vita calcistica, sia da calciatore che da allenatore, tutte le grandi soddisfazioni le ho avute quando ho avuto un grandissimo gruppo. Mi piace aver visto una squadra al completo durante la cena, mi ha fatto piacere perché era totalmente la squadra: magazzinieri, massaggiatori, fisioterapisti. E’ un appuntamento che mi piacerebbe mantenere durante l’anno perché ha un valore molto alto. Paradossalmente, forse, lo farei più dopo una sconfitta che dopo una vittoria“.

Firmerebbe per un pareggio? “No, non firmo mai per un pareggio a meno che non sia determinante per un obiettivo finale“.

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