Palmese. Giordano svela i segreti dei portieri: “Cambiate le esigenza, ecco come si scoprono i talenti”

Il calcio cambia e con esso cambiano anche gli allenamenti. Cambiano le interpretazioni del modulo, degli schemi, del gioco. L’evoluzione colpisce anche il versante difensivo, quello dei portieri. Assieme al preparatore dei portieri Antonio Giordano percorriamo il passato e il presente del ruolo. Abilitazione FIGC e un arduo compito, quello di guidare i portieri rossoneri verso l’obiettivo stagionale: i play-off.

Il lavoro in settimana per un portiere, come era in passato e come si è evoluto nel tempo?

Il lavoro in settimana del portiere con il passare degli anni è cambiato totalmente, basta pensare che prima il portiere doveva solo parare mentre oggi è parte attiva del gioco. Nel calcio moderno è cambiata la tipologia di strutturare le sedute di allenamento oggi sono tutte mirate a situazioni di gioco e non come anni fa a mettere insieme parte fisica e tecnica. L’importanza del ruolo si può riscontrare nell’esigenza oramai consolidata di ogni squadra di avvalersi dell’allenatore dei portieri. Molto importante nei settori giovanili e scuole calcio dove inizia quel processo di avviamento al ruolo”.

Il portiere non è propriamente un calciatore, il suo lavoro lo svolge utilizzando le mani. Nel calcio moderno, si chiede anche l’utilizzo dei piedi. Lei è per questa nuova visione o per la vecchia scuola?

Io sono per questa nuova visione, che finalmente il portiere viene definito un atleta con la “A” maiuscola, non è più inteso come ultimo baluardo, ma considerato finalmente essere giocante e non soltanto parante, quindi deve avere una buona tecnica e una spiccata capacità di <lettura di gioco”>.

Donnarumma, Meret, ma prima di loro Buffon. Come si capisce il talento di un portiere in giovane età?

“Ricordiamo che la scuola portieri Italiana è la migliore, dei 3 citati ti dirò sempre Buffon. Il talento di un giovane portiere parliamo dai 12 anni in su lo individui secondo alcuni aspetti: Struttura fisica, Abilità tecniche e tattiche, coordinazione, capacità podalica e alla sua personalità. Dico sempre che <il portiere è uno stile di vita, portiere lo sei anche nella vita quotidiana, non solo quando sei in campo>”.

Palmese al secondo posto, 32 gol subiti, 51 quelli fatti, c’è chi dice che i campionati si vincono con la difesa, chi con l’attacco. Chi ha ragione? E nel caso della Palmese,dov’è il segreto?

Questa è una regola molto importante e secondo me ha ragione chi dice alla fine vince chi subisce meno gol. Ma noi lotteremo fino alla fine. Il segreto nostro “della Palmese” è sicuramente il gruppo unito e compatto con una grande società alle spalle”.