Once upon a time in…futsal. Cundari: “Tanti cambiamenti, vorrei allenare…”

Once upon a time in…

Sport: da latino deportare = uscire fuori porta. Nel XIV secolo, in Inghilterra, si diffuse il termine “disport” poi abbreviato in “sport”, che ricorda il termine “diporto” cioè divertimento, svago, gioco. Dilettantistico: praticato per diletto; di chi pratica un’attività, uno studio non per professione ma per amore della cosa in sé o per passatempo. È partendo dall’etimologia delle parole che la redazione di Sport Campania si dedica alla rubrica “Once upon a time in….”, focalizzandosi su una disciplina o una categoria, raccontandone personaggi ed eventi che ne hanno segnato la storia.

L’inaugurazione della nostra rubrica non poteva che partire con un allenatore che nel futsal ha lasciato e continua a lasciare il segno. Una carriera da calciatore e poi da futsalero (LEGGI QUI), per Carlo Cundari oggi al Rieti insieme a Jeffe.

Dal manto erboso al parquet, dal calcio al futsal: come scoppia l’amore?

Il calcio è sempre stata la mia passione, sin da bambino. In tutte le sue forme e dimensioni. Ho cominciato per strada come per tanti bambini della mia generazione. Sono entrato nel settore giovanile del Napoli calcio e li ho cominciato ad assaporare il sano agonismo di questo sport. Il settore giovanile ti forma sia sportivamente che umanamente. Ero totalmente preso da allenamenti e competizioni fino al punto da trascurare tanti interessi che un ragazzino dovrebbe avere. E, inevitabilmente, intorno ai 16/17 anni ho avuto una vera e propria crisi di rigetto. Sono rimasto quasi 2 anni durante i quali non riuscivo nemmeno a guardare una partita in TV. Poi, piano piano, ho ricominciato ad avvicinarmi al terreno di gioco ma ormai era tardi per sperare in una carriera agonistica e mi divertivo soltanto a disputare partite con amici e tornei. Durante uno di questi tornei ho conosciuto Marcello Filotico figlio di Roberto storico dirigente calcistico nonché ex direttore dello stadio San Paolo e della piscina Scandone. Come direttore di un circolo nautico (Puteoli) aveva ricevuto l’invito dal Comitato Regionale a partecipare al primo campionato regionale di calcio a 5. Fu disputato da sole 8 squadre ma bastò a far scoppiare in me la passione per questa splendida disciplina. Era la stagione 1986/87″.

 Appesi gli scarpini una carriera da allenatore, anni indimenticabili al Marcianise, Latina, oggi Rieti, le piazze calde sono la sua specialità?

Il passaggio dal campo alla panchina è stato inevitabile. Ho cominciato nel 1994/95 pur senza abilitazione con il Vip Club del presidente Sandro Abbondanza mitico fantasista del Napoli Calcio. Poi nel 1996 ho conseguito l’abilitazione di allenatore di calcio a 5 e ho allenato lo storico Napoli Calcetto del Professor Sandro Capodanno.Ho avuto la fortuna di allenare in piazze importanti e posso dire che ogni esperienza ha lasciato in me un ottimo ricordo. Sinuessa Mondragone,Marcianise e Latina forse sono rimaste stagioni indelebili nella mia memoria e nel mio cuore. Rieti poi, alla mia età, la considero come la ciliegina sulla torta della mia carriera. Sono stato chiamato dalla famiglia Pietropaoli ai quali sarò eternamente grato e dal DG Foderini a collaborare con Jeffe. Un professionista serio e scrupoloso sul quale sono pronto a scommettere su una carriera sfavillante”.

Potesse farlo, il momento che vorrebbe cancellare e quello che vorrebbe rivivere 100 volte?

Ad essere sincero non vorrei cancellare nessun momento di tutti questi anni. Ogni esperienza negativa e positiva che sia mi ha arricchito il bagaglio di allenatore e persona. Viceversa è difficile scegliere il momento o i momenti che vorrei rivivere. Le vittorie dei campionati e delle coppe sono forse quelli che si ricordano più facilmente ma ci sono centinaia di ricordi e persone che sono rimasti impressi nella mia mente”.

Il giocatore più diligente, quello più talentuoso, quello più scalmanato, vuole ricordare qualcuno?

Ci sono tanti giocatori ai quali sono legati tanti ricordi ed emozioni. A Fabio Oliva, attuale tecnico del Fuorigrotta sono legato da amicizia fraterna che va oltre il terreno di gioco ed anche per questo faccio il suo nome, ma sono tanti quelli che vorrei citare ma potrei dimenticare qualcuno e mi dispiacerebbe. Diciamo che lui racchiude le tre caratteristiche citate nella domanda”.

E invece chi avrebbe voluto allenare e chi vorrebbe un giorno dei talenti odierni?

“Ho avuto l’onore di allenare centinaia di giocatori provenienti da ogni parte del mondo. Posso dire di essere stato fortunato e sono soddisfatto al punto da non desiderare altro. Forse un piccolo sogno rimasto nel cassetto è quello di non aver fatto almeno una stagione col Cobra Campano. Ma mai dire mai, la vecchiaia ci può riservare tante sorprese ancora”.

Dai campetti di periferia, dalla terra ai palcoscenici più ambiti, il futsal si è trasformato da calcetto a sport riconosciuto. Che ruolo hanno giocato i media per questo passaggio?

Il futsal è divenuto tale partendo dal Calcetto e passando dal calcio a 5. Sembra un gioco di parole ma è la realtà. I media hanno avuto un ruolo fondamentale in questa trasformazione e nella relativa evoluzione. In Campania un ruolo fondamentale è stato quello di Fabio Morra con l’indimenticabile Lello Verolino al suo fianco con Punto 5.In seguito, e con evidenti successi, tanti sono stati gli operatori del settore che con grande merito e professionalità hanno raggiunto livelli eccellenti”,

E’ da tanti anni nel calcio a cinque, com’è cambiato nel tempo?

Ogni evoluzione porta con sé un’involuzione. Per chi c’è sin dagli albori sono tante le differenze rispetto agli inizi, dall’obbligo di impianti al coperto ai formati in lista. Qualcosa l’avrei lasciata, su altre sono d’accordo”,

Cosa è andato perso e cosa è arrivato di nuovo?

Il calcio a cinque degli esordi era sicuramente più spensierato, eravamo tutti amici che si affrontavano senza esclusione di colpi. Negli anni é divenuto sempre più professionale ma non professionistico, seppure quest’equazione non valga per tutti. Di contro, come predetto, le novità sono state sia regolamentari che tecnologiche, nuove dinamiche che hanno portato il futsal sulla bocca di tutti”.