Nuoto e atletica leggera, riaprono il San Paolo e la piscina Scandone per gli allenamenti

Riaprono prima del previsto, ovvero mercoledì, le strutture pubbliche che ospiteranno gli atleti del nuoto e dell’atletica leggera, ovvero lo stadio San Paolo e la piscina Scandone. Ad annunciarlo è l’assessore comunale Ciro Borriello che felice di questa breve seppur sofferta ripresa:

“Le prime attività sportive negli impianti pubblici a Napoli si svolgeranno alla piscina Scandone e sulla pista di atletica dello Stadio San Paolo. Riguarderanno gli atleti nel giro delle nazionali italiane e sono stati segnalati dalle federazioni sportive. Abbiamo già un elenco di 16 nuotatori e una lista di atleti dell’atletica leggera. Gli impianti hanno avuto la manutenzione in questi mesi e il personale, seppure ridotto li ha curati. Al San Paolo quando riprenderà il campionato di calcio e ci sarà concomitanza sposteremo gli allenamenti al Virgiliano che ha una pista adeguata. Ieri è stato sbloccato il protocollo della Federnuoto con attività in ambiente clorizzato e quindi senza problemi, gli atleti potranno usare lo spogliatoio, stiamo ancora aspettando qualche piccolo chiarimento sulle docce. Per l’atletica è atteso domani l’ok sul protocollo dalla Regione. Oggi pomeriggio e domani ci saranno gli addetti delle federazioni sui luoghi con i nostri addetti ai servizi per gli impianti sportivi per organizzare i percorsi di entrata e uscita degli atleti. Da mercoledì si dovrebbe partire. Fin e Fidal ci verranno in aiuto con dpi per far stare in sicurezza i nostri lavoratori: abbiamo lavorato insieme, noi concedendo gli impianti e loro per aiutarci nell’emergenza. Ogni federazione nominerà un responsabile per la misurazione della temperatura e la verifica del distanziamento. Già vedere questi due impianti rifatti per le Universiadi riaperti ci dà un segno di normalità. Poi man mano speriamo che ci sia un alleggerimento delle norme per permettere agli atleti di base di tornare in attività e penso anche agli sport di contatto, aspettiamo segnali su basket, rugby, pallanuoto. Magari possono allenarsi evitando il contatto in un primo periodo”.

Il danno economico e le difficoltà delle federazioni sono evidenti come anche affermato dal presidente della Federnuoto, ma lo sport ha bisogno di ripartire soprattutto per quanto riguarda gli sport acquatici, dove gli atleti hanno sofferto un’allenamento fuori dall’acqua per 6 settimane. Tutti gli azzurri ora sono costretti ad un tour de force di allenamenti visto il fitto calendario del 2021 pieno di impegni tra mondiali, europei ed olimpiadi.